Marò, l’India concede a Latorre altri 3 mesi in Italia

Massimiliano Latorre, a destra, e Salvatore Girone (Vincenzo Pinto/Getty Images)

Il fuciliere tarantino Massimiliano Latorre, marò della Marina Militare italiana, ha ottenuto il riconoscimento della possibilità di restare in Italia fino al 15 luglio. Fino ad allora, si spera che l’annosa vicenda che coinvolge lui e il suo collega Salvatore Girone possa volgere a una conclusione definitiva. La decisione è stata presa dalla Corte suprema indiana, che ha autorizzato Latorre a restare a casa per via delle sue condizioni di salute. Il provvedimento è giunto da New Delhi, dopo un dibattito durato una ventina di minuti durante il quale è stato riesaminato brevemente l’iter giudiziario in cui sono coinvolti i due marò. Le autorità italiane avevano avanzato la propria richiesta sostenendola con una composita documentazione medica prodotta dall’Ospedale militare di Taranto. Lo scorso 14 gennaio, la Corte suprema aveva già concesso a Latorre di restare tre mesi in Italia per proseguire il trattamento terapeutico previsto dopo l’ictus che lo aveva colpito a fine agosto. Si tratta, insomma, di una nuova proroga.

La moglie del marò, Paola Moschetti, ha accolto la decisione con un sospiro di sollievo. “La proroga consentirà a Massimiliano di proseguire le cure in un ambiente più salubre come quello domestico. Dal punto di vista psicologico si tratta di un sollievo temporaneo”. Ora, il governo italiano potrà mettersi al lavoro per riportare in Italia anche Salvatore Girone. I due fucilieri sono al centro di una controversia internazionale seguita all’arresto da parte della polizia indiana, con Latorre e Girone accusati di aver ucciso due pescatori imbarcati su un peschereccio il 15 febbraio 2012. I due fucilieri sono ancora in attesa di una formalizzazione del capo d’accusa da parte delle autorità indiane ma la Nia, National Investigation Agency, è pronta a sostenere davanti alla Corte che i due marò italiani avrebbero commesso un omicidio vero e proprio.

CM