Bankitalia: calano i prestiti

Ignazio visco, Bankitalia prestiti in calo
Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco (TORU YAMANAKA/GettyImages)

A febbraio le banche hanno fatto pochi prestiti. Secondo quanto emerge dai dati diffusi dalla Banca d’Italia, i prestiti al settore privato sono calati del 2 per cento. Più precisamente, per quanto riguarda le famiglie i prestiti sono caduti dello 0,4 per cento su dodici mesi, mentre quelli riservati alle società non finanziarie sono diminuiti del 3 per cento. Dunque i primi son passati dal 3,07 per cento al 3,01 per cento da gennaio, mentre i secondi sono risultati pari al 3,26 per cento dal 3,39 per cento nel mese precedente. Un mese buio dunque per le banche. Stesso calo è stato percepito anche dai depositi bancari che son cresciuti meno che a gennaio.

Stando ai dati divulgati dall’istituto di via Nazionale, possiamo notare come la congiuntura creditizia stenta a seguire il passo dei cambiamenti di clima generale registrati. Ma non c’è da disperare: secondo gli esperti, infatti, ciò sarebbe del tutto normale, considerato che il credito è sempre leggermente in ritardo rispetto all’economia reale. Detto ciò, l’unica cosa da fare per il momento è sperare che nei mesi a venire qualcosa cambi e che magari si inizino a percepire anche sul credito i primi effetti del piano di Quantitative easing promosso dalla Banca Centrale Europea.

In merito si è espresso anche il presidente del centro studi tedesco IFO, Hans Werner Sinn, che ha sostenuto che la fuoriuscita di capitali dal Bel Paese che è stata registrata dal sistema Target2 (quel il sistema di pagamenti interbancario per l’elaborazione in tempo reale dei bonifici da uno Stato all’altro dell’Unione) “può essere in parte dovuta a trasferimenti dall’estero speculativi da parte delle banche italiane, che stanno investendo fuori dall’Italia le risorse che hanno ricevuto grazie all’acquisto di bond da parte della Bce nell’ambito del programma di Quantitative easing“. Qualunque sia il motivo, la Banca d’Italia ha fatto notare come il saldo debitorio italiano su Target2 in questi giorni si sia ridotto già di 20 miliardi.

BT