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Mangiare una persona è il più grande atto d’amore“. Queste le parole di Issei Segawa, giapponese condannato negli anni ’80 per aver ucciso e mangiato una sua giovane collega olandese, Renèe Hartevelt. L’uomo ha dichiarato, come riportato da il Fatto Quotidiano, a distanza di 30 anni, “Il cannibalismo è un atto supremo d’amore io ho ucciso Renèe per mangiarla, non per violentarla… Facendo l’amore, infatti, entri nel corpo dell’alta persona per pochi minuti. Mangiandola, la fai tua per sempre“.

La sua reale intenzione non era ucciderla, ma solo mangiarla ha raccontato, aggiungendo che gli sarebbe bastato anche solo un pezzo della sua carne: “se non fossi stato così timido, se avessi avuto il coraggio di chiederle anche solo di assaggiare le sue unghie, una ciocca di capelli, o di peli pubici, magari intrisi di urina, oggi Renèe sarebbe ancora viva.Confesso di avere ancora degli istinti antropofagi, ma ho imparato a sopprimerli da quando ho capito che nella nostra società mangiare una persona è vietato. Anche perché prima devi ucciderla. E non si deve uccidere una persona che ami“.

 

LC