Elezioni in Spagna: “Stop alle religioni nelle scuole pubbliche”

(Tiziana Fabi/Getty Images)

Affrontare l’argomento della libertà religiosa nelle scuole pubbliche è sempre un campo minato e spesso conviene andarci di fioretto. Da una parte, ci sono i sostenitori della pluralità e del rispetto delle minoranze che richiedono la rimozione di qualsivoglia simbolo religioso; dall’altra, c’è chi vedrebbe un gesto come questo un attentato alle tradizioni, sostenendo che le minoranze devono attenersi alle regole dei Paesi ospitanti. Poi c’è chi non va per il sottile e vive di proclami. E’ questo il caso del leader socialista spagnolo Pedro Sánchez, detto El Guapo (il Bello), 43 anni, che stamani ha annunciato la sua linea di condotta in materia educativa.

“Nel nostro modello di scuola pubblica non entrano l’integrazione né l’insegnamento, né la materia delle confessioni religiose – ha tuonato Sánchez -; per conseguire i nostri obiettivi, promuoveremo le riforme legislative necessarie, così come quelle degli accordi internazionali”. In Spagna, le elezioni politiche sono previste per fine anno e, stando ai sondaggi dei maggiori media nazionali, Sánchez tallona a un passo il leader di Podemos, Pablo Iglesias, nelle intenzioni di voto degli spagnoli. In altre parole, in caso di vittoria Pedro El Guapo prevederebbe la deroga del Concordato con il Vaticano, sottoscritto dal dittatore Francisco Franco nel 1953 e rivisto nel 1979 con il ritorno della democrazia. Attualmente, in Spagna, l’insegnamento religioso (cattolico ma, in alcuni casi, anche islamico) è già una materia solo opzionale.

CM