Uccise sindaco del paese, condannato all’ergastolo

Aula di Tribunale (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Aula di Tribunale (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Poco fa, il gup di Busto Arsizio ha condannato Giuseppe Pegoraro all’ergastolo; l’uomo è l’ex comandante dei vigili che la mattina del 2 luglio 2013 si presentò nel municipio di Cardano al Campo, cittadina di circa 15mila abitanti in provincia di Varese, a pochissimi chilometri dall’aeroporto internazionale di Malpensa, e sparò diversi colpi di pistola, ferendo gravemente il sindaco, Laura Prati, e il suo vice Costantino Iametti. La donna morì poi il 20 luglio dopo diversi giorni di agonia.

Nel corso della fuga, l’uomo si era presentato presso la sede locale del sindacato Spi Cgil e avrebbe lanciato un fumogeno o un ordigno rudimentale. Secondo gli inquirenti, Pegoraro aveva preparato quella che definiscono una vera e propria “lista della spesa” che comprendeva, oltre al sindaco e al suo vice, anche un’altra collega della polizia municipale e una sindacalista. L’ex capo della polizia municipale nell’ottobre del 2012 era stato condannato per truffa e peculato insieme ad altri sei dipendenti del Comune in provincia di Varese per aver timbrato il cartellino al posto di colleghi assenti in cambio di piccole somme di denaro.

Il pm del processo, Nadia Calcaterra, aveva chiesto l’ergastolo, affermando: “Come a Milano, Pegoraro è entrato in Comune, ha sparato ed ha ucciso”. Diverso l’approccio della difesa di Pegoraro, rappresentata dall’avvocato Maria Grazia Senaldi. “Pegoraro non voleva uccidere, anche se aveva la possibilità di farlo. Voleva solo ferire Laura Prati per provocare un processo e spingere il sindaco a venire in aula ed a spiegare i motivi della sua sospensione dal servizio”.

Soddisfazione e amarezza nelle parole del marito di Laura Prati, Giuseppe Poliseno: “Lo Stato ha fatto la sua parte anche se Laura non torna più: con questa sentenza è stata fatta giustizia, non vendetta. Laura era figlia dello Stato ed è morta mentre faceva il suo dovere. Questa sentenza ha un significato anche per quello che è successo giovedì scorso al Palazzo di Giustizia di Milano perché anche in quel caso persone che stavano facendo il loro dovere sono state uccise da qualcuno che non rispetta le regole”.

GM