Pakistan, in fin di vita ragazzino bruciato perché cristiano

Pakistan Cristiani Bruciato Vivo
(A. Majeed/Getty Images)

Si trova in fin di vita Nauman Masih, un ragazzino che venerdì è stato bruciato vivo perché cristiano da due giovani pakistani. Il responsabile dell’ospedale Mayo di Lahore, nell’est del Paese, riferisce che il ragazzo è “in condizioni molto critiche, con respirazione assistita e con il 55% del corpo ustionato”. “Purtroppo – aggiunge –  quando il 55% del corpo è bruciato ci sono poche possibilità di sopravvivere”. Nonostante le condizioni disperate il giovane è riuscito a raccontare alla polizia quello che gli è successo, così come riferisce l’ispettore di polizia Safdar Ali: “Due uomini giovani che portavano il velo lo hanno fermato e gli hanno chiesto a che religione appartenesse. Lui ha risposto che era cristiano e lo hanno colpito, lo hanno ricoperto di cherosene e gli hanno dato fuoco”.

I cristiani in Pakistan sono l’1,5 % della popolazione e nell’ultimo periodo stanno subendo una vera e propria persecuzione. Il mese scorso un attacco contro due chiese ha provocato la morte di 15 persone e il ferimento di altre 75. A novembre una coppia cristiana fu uccisa e i loro corpi furono bruciati da una folla inferocita che li accusava di aver profanato il Corano. E poi c’è Asia Bibi, la donna cristiana madre di 5 figli arrestata nel 2009 con l’accusa di aver insultato Maometto e condannata nel 2010 alla pena di morte. La donna pakistana, sempre proclamatasi innocente, è attualmente in carcere e non sembra avere molte speranze. Oggi al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro Papa Francesco incontrerà per un saluto il marito e la figlia della donna, che si sono appellati alla comunità internazionale affinché la donna venga liberata.

La situazione in Pakistan è durissima per i cristiani e pensando anche a quelle stragi erano arrivati nei giorni scorsi gli appelli di Papa Francesco in difesa dei cristiani perseguitati in tutto il mondo. Il problema sta diventando sempre meno rinviabile e la comunità internazionale è chiamata al più presto a prese di posizione chiare e a gesti inequivocabili per difendere i cristiani che in tantissime parti del mondo non sono più liberi di vivere serenamente la propria religione.

F.B.