Italicum, anche Sel attacca Renzi

Schede elettorali (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Schede elettorali (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Proseguono le polemiche dopo la decisione del Pd di sostituire in commissione Affari Costituzionali alla Camera i dieci componenti che fanno riferimento alla minoranza del partito, rei di pensarla in modo “diverso da lui, dimostra che Renzi usa il Parlamento per regolare i conti interni al suo partito”, come sottolinea Stefano Quaranta, capogruppo Sel in commissione.

Prosegue il deputato: “La gravità della sostituzione, prosegue l’esponente di Sel, dimostra la sordità di Renzi e della Boschi ma soprattutto pone un problema di democrazia: tutte le voci dovrebbero essere ascoltate in sede parlamentare. Se le riunioni interne al Pd sostituiscono le commissioni è la dimostrazione che tutto è già deciso ed il Parlamento non conta più nulla. Valuteremo nelle prossime ore il nostro atteggiamento in commissione”.

In sostanza, le stesse minacce avanzate in precedenza da Movimento 5 Stelle e Scelta Civica, anche se Quaranta non parla esplicitamente della volontà di abbandonare i lavori. Intanto, ai microfoni del Gr Radio Rai, il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Francesco Paolo Sisto, esponente di Forza Italia ha definito “un vero peccato” la decisione annunciata dal M5S di ritirare gli emendamenti del gruppo e di abbandonare i lavori in Commissione.

“Mi auguro che quanto annunciato dall’on. Toninelli non si verifichi, perché qualunque defezione andrebbe a scapito, nell’ordine, della democrazia, del pluralismo, della ricchezza del dibattito e dell’approfondimento in Commissione”, ha affermato Sisto, che ha rilevato anche come “i lavori in Commissione si sono svolti in un clima assolutamente tranquillo: oggi ho individuato gli emendamenti irricevibili e inammissibili, con la conseguenza che le proposte emendative si sono ridotte a 97, un numero largamente capace di garantire un qualificato dibattito”.

GM