Onu e Ue insieme per una missione militare in Libia?

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Fethi Nasri/Getty Images)

Dopo il naufragio avvenuto nel canale di Sicilia che ha coinvolto un’imbarcazione con a bordo 950 clandestini, molti si interrogano su come evitare che accadano ancora tragedie simili nei nostri mari e, più in generale, su come provare a risolvere il problema dell’immigrazione clandestina verso le coste dell’Italia.

Molti politici italiani, soprattutto dal centro-destra invocano lo stop ai barconi direttamente sulle coste libiche. Il premier Renzi, invece, preferisce rivolgersi all’Europa e chiede all’Unione di non lasciarci da soli. L’unione di queste due istanze potrebbe essere proprio un intervento militare di terra dei Paesi dell’Unione Europea, meglio ancora se con l’approvazione, ma soprattutto l’aiuto dell’Onu. E’ una soluzione di cui si parla, ma per ora non c’è niente di ufficiale. Si tratterebbe di una coalizione di polizia internazionale che possa intervenire sul campo in Libia per bloccare i barconi al momento della partenza. Non affondarli come auspicato da Daniela Santanché, ma fermare la loro partenza e arrestare gli scafisti e chi da queste tragedie guadagna un mucchio di soldi, sulla pelle della povera gente che parte in cerca di una speranza. La proposta potrebbe avanzarla l’Italia al Consiglio Europeo in Lussemburgo dove si riuniranno tutti i ministri europei degli Stati Ue. Il piano prevederebbe anche la realizzazione di campi profughi in Libia per controllare direttamente sul luogo i requisiti di chi arrivato in Italia chiede lo status di rifugiato. L’Italia potrebbe partecipare al piano con l’Esercito, la Marina militare e l’Aeronautica.

Al momento si pensa ad un intervento circoscritto alla parte settentrionale della Libia, ma qualora fossero coinvolti anche gli altri Stati africani e l’Onu si potrebbe pensare ad intervento più ampio che comprenda il resto dal Paese. Dipenderà molto anche da quanti Stati dell’Unione Europea vorranno impegnarsi in un’operazione simile e nulla è scontato dato che fino ad ora molti Paesi europei si sno disinteressati del problema lasciando l’incombenza alla sola Italia.

F.B.