Italicum, appello della Boschi: “Si rinunci al voto segreto”

Il ministro Boschi (Andreas Solaro/Getty Images)
Il ministro Boschi (Andreas Solaro/Getty Images)

Il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, dopo che la commissione Affari costituzionali ha approvato l’Italicum, ha lanciato una sorta di appello a tutti i partiti, in vista della discussione in Aula a Montecitorio della nuova legge elettorale, che avrà inizio lunedì: “Mi auguro che le forze politiche decidano tutte insieme di esaminare il provvedimento senza ricorrere al voto segreto. Penso che le battaglie si possano fare a viso aperto”.

Si tratta di dichiarazioni in linea rispetto a quanto affermato ieri, quando la Boschi aveva sostenuto: “Credo che non sia comprensibile chi oggi ha invocato il voto segreto a meno che non ci sia una qualche forma di imbarazzo rispetto a non votare una legge elettorale identica a quella votata dallo stesso gruppo al Senato”. La Boschi aveva replicato a due tweet del capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, Renato Brunetta: “Renzi e Boschi: sono loro a non avere dimistichezza con democrazia. Prima rottamano poi deportano dissidenti del loro partito. Che tristezza! Cara Boschi tu non vuoi il voto segreto perchè temi di andare a casa. I tempi degli imbrogli sono finiti”.

Il ministro Boschi aveva sostenuto che “il confronto in commissione c’è stato per 13 mesi tra i due rami del Parlamento e c’è stato anche in questa fase con le audizioni, la discussione generale e proseguirà con chi resterà in Commissione. Il governo ha dimostrato in questi 13 mesi sulla legge elettorale di accogliere molte proposte di modifica che sono arrivate dal parlamento e dai gruppi parlamentari per lo più su un testo di legge che non è del governo ma che è parlamentare”.

Brunetta a Radio Popolare aveva accusato: “Sulla riforma della legge elettorale lo strappo lo ha fatto Renzi, deportando dieci suoi parlamentari in commissione Affari Costituzionali. Non si era mai vista una deportazione di questo tipo, tendente evidentemente a condizionare l’azione politica di una parte consistente del suo stesso gruppo parlamentare”. Secondo Brunetta, “Renzi è un dittatorello di provincia, ha rotto il patto del Nazareno, dopo avere utilizzato i voti di Forza Italia per realizzare il suo egemonismo”.

GM