Migranti, 300mila firme per fermare la strage

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Sit-in a Montecitorio (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Tareke Brhane, eritreo e presidente del Comitato 3 Ottobre, organizzazione fondata subito dopo il terribile naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, si è fatto promotore di un appello online al presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker e al presidente del Consiglio Matteo Renzi, per chiedere che “giovedì 23 aprile al vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo europei sull’emergenza immigrazione venga decisa la messa in atto di una solida operazione congiunta europea di ricerca e salvataggio in mare, principalmente concentrata sul salvataggio di vite umane”.

In poche ore, quasi 300mila persone hanno firmato la petizione, mentre in questi giorni dietro la parola d’ordine “Fermiamo la strage” in migliaia stanno scendendo nelle piazze italiane. Ieri attivisti dei centri sociali, migranti e mondo dell’associazionismo hanno inscenato un presidio davanti a Montecitorio, dando poi vita a un corteo spontaneo per le strade della Capitale, dietro allo striscione “Politici e scafisti siete sulla stessa barca“.

Ai microfoni di Rainews24, Tareke Brhane ha raccontato la sua storia: “Sono fuggito dal mio paese a 17 anni per evitare la coscrizione a vita. Nel mio viaggio ho subito la violenza e la prigionia, ho rischiato di morire, sono stato respinto al primo tentativo di attraversare il Mediterraneo, ma alla fine sono riuscito a raggiungere l’Italia”. Questo l’impegno che si è assunto con la sua onlus: “Con il Comitato 3 Ottobre mi batto per ottenere l’istituzione di una Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, da celebrare simbolicamente ogni 3 ottobre a livello nazionale ed internazionale. L’obiettivo è restituire dignità ai migranti che hanno perso la vita, ma anche onorare le persone che hanno rischiato la propria vita per soccorrerli e creare un momento di riflessione condivisa che permetta una reale cultura dell’accoglienza”.

Intanto, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, Mario Marazziti, del Centro democratico, ha parlato dell’appello promosso da lui stesso insieme a esponenti della Bundestag, che si pone due obiettivi: “l’attivazione di una grande operazione di salvataggio europea, con analoga efficacia di Mare Nostrum. E poi: creare canali legali per le migrazioni così da garantire viaggi sicuri”. Secondo il parlamentare, “chi dice che salvare le persone vuol dire incoraggiare gli arrivi non sa quello che dice. I blocchi navali sono totalmente irrealistici”.

“Penso che si debbano intercettare i flussi di migranti e orientarli; ma per permettere loro viaggi legali bisogna cominciare modificando le modalità di richiesta di asilo o di protezione” – prosegue Marazziti – “Oggi questa richiesta si fa quando si tocca il suolo del Paese di accoglienza. È una modalità legata a quando – negli anni Novanta – il flusso era fatto al 90% di migranti arrivati in maniera legale e al 10% di illegali. Oggi che la percentuale si è invertita bisogna anticipare la possibilità di fare la richiesta di protezione o di asilo”.

GM