Pensioni anticipate anche per i dipendenti statali

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Il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia (ANDREAS SOLARO/Getty Images)

I dipendenti statali potranno andare in pensione prima dell’età prevista dalla legge, ovvero prima dei 62 anni. Questo almeno è quanto stato trasmesso ieri dal Dipartimento della Funzione Pubblica attraverso una nota. L’obiettivo principale di questa iniziativa è sicuramente lo svecchiamento di quella che è la nostra macchina burocratica. Bisogna favorire l’uscita di chi ha già l’età pensionabile per far sì che ci sia posto per i giovani. Per il momento, per andare in pensione prima del previsto – sottolineiamo che stiamo parlando di anzianità contributiva – bisogna aver alle spalle 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne.

Il decreto – presentato nell’agosto scorso – potrebbe essere visto in realtà solo come un’anticipazione di quella che poi sarà la vera e propria riforma che il ministro per la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, sta preparando. In aggiunta a quanto detto, ad agosto erano state presentate altre due grandi novità: “Soppressione del trattenimento in servizio e modifica della disciplina della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro“. Questo era il titolo della circolare firmata dallo stesso ministro. Questa regola ed obbliga l’uscita dalla Pubblica amministrazione a tutti coloro che abbiano raggiunto i requisiti per essere considerati pensionabili e ridefinisce la disciplina della risoluzione unilaterale. Si legge appunto che la risoluzione del rapporto di lavoro sarà “obbligatoria, per coloro che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia ovvero il diritto alla pensione anticipata, avendo raggiunto l’età limite ordinamentale”. Anche se, crediamo poco non rimarrà qualche brontosauro che si aggirerà per i corridoi per via di qualche “eccezione”.

Entrato in vigore la scorsa estate, il decreto legge Madia prevedeva l’abolizione del trattenimento in servizio entro il 31 ottobre. Con ciò si intende il permesso di poter continuare a lavorare nonostante il raggiungimento dell’età di pensionamento. Ma la scadenza non è stata la stessa per tutti. Per i magistrati, infatti, il termine è stato esteso al 31 dicembre 2015. Per tutti gli altri, invece, “essendo già scaduto” il termine ultimo “i trattenimenti non possono più proseguire”.

BT