Tratta dei migranti, le intercettazioni choc

Sbarco di migranti (GIOVANNI ISOLINO/AFP/Getty Images)
Sbarco di migranti (GIOVANNI ISOLINO/AFP/Getty Images)

C’è un nuovo arresto nell’inchiesta della procura di Palermo che ha portato nei giorni scorsi a sgominare un’organizzazione internazionale dedita al traffico di esseri umani tra le coste del Nord Africa e l’Italia. Al vertice della banda, l’etiope Ermias Ghermay e l’eritreo Medhane Yehdego, considerati dalla Procura i  principali responsabili della tratta tra la Libia e l’Italia. In particolare, il primo risulta ancora latitante ed è ricercato dal 2014, quando venne considerato tra i responsabili del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013.

La 15esima persona finita in manette, sui 24 complessivamente indagati, è Kerebel Gutama Nahome, ritenuto il “cassiere” della banda, incaricato di contattare e organizzare il trasferimento dei cittadini extracomunitari sbarcati in Sicilia verso altri Paesi europei. Nel frattempo, la polizia ha diffuso la trascrizione delle telefonate tra gli scafisti, nelle quali i trafficanti di esseri umani si dimostrano senza alcuno scrupolo.

In una di queste intercettazioni, Ghermay descrive il suo ruolo: “Io vado con le auto a prendere le persone nei Centri. L’altro giorno le abbiamo prese da Agrigento e le abbiamo portate a Catania. Poi organizzo anche i viaggi per Roma”. Poi ancora: “Noi facciamo un lavoro illegale e non siamo il governo che può aiutare tutti e ascoltare tutti”.  In un’altra intercettazione, uno degli arrestati chiede a un altro se sia in grado di ospitare tutti. La risposta: “Si, li faccio dormire anche in piedi. In questo momento nella casa di Catania ho 117 persone… ieri ho fatto partire 40 persone per Roma e 11 per Milano. Appena arrivano i soldi di quelli che sono da me li faccio partire subito”.

I pubblici ministeri Maurizio Scalia, Calogero Ferrara e Claudio Camilleri nel loro provvedimento parlano di una vera e propria organizzazione criminale che “svolge una funzione assimilabile a quella di una buona agenzia di viaggi, di un efficiente tour operator che assicura l’arrivo nel posto pattuito”. Secondo i pm, “le politiche di contenimento dei flussi degli immigrati hanno determinato come effetto collaterale che la criminalità organizzata decidesse di investire risorse sempre più ingenti nella gestione illegale di tali flussi; al divieto di ingressi regolari oltre un determinato numero prefissato, è subito seguita la risposta ideona a superare l’ostacolo”.

GM