Sgombero di rom (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Sgombero di rom (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Dieci famiglie, 68 persone in tutto, sono state sgomberate stamattina alla periferia di Roma dal campo di via di Salon dagli agenti della polizia municipale del Gruppo Spe (Sicurezza pubblica emergenziale), guidato dal comandante Antonio Di Maggio. Alcuni di questi avevano sui conti correnti e sui depositi postali centinaia di migliaia di euro. Gli allontanamenti sono stati decisi dall’assessorato alle Poliche Sociali del Campidoglio, guidato dall’assessore Francesca Danese.

Uno dei rom sgomberati, Haakja Husovic, ha difeso la sua posizione: “Certo, certo che ho il conto alle Poste. Ho depositato in 35 anni di lavoro la somma di 100mila euro. Faccio da sempre anche la dichiarazione dei redditi ed è tutto dimostrato. Perché il Comune di Roma e Alemanno, all’epoca, non hanno fatto i controlli prima di ficcarci qua dentro nel campo?”. Secondo l’uomo, di origini bosniache, “dovevano fare questi accertamenti prima non dopo tutti questi anni, adesso molti dei nostri bambini che vanno a scuola dovranno interrompere le lezioni perché non abbiamo al momento un posto dove andare. Potevano almeno far finire l’anno scolastico”.

Si tratta di un’operazione fotocopia rispetto a quella di metà mese quando dal campo rom  vennero cacciate 16 famiglie bosniache e una romena sgomberate perché “non hanno diritto ad usufruire dell’assistenza da parte dell’amministrazione capitolina, o perché in possesso di conti correnti di centinaia di migliaia di euro, o in quanto dedite alla delinquenza, o in quanto occupanti abusivi”. Spiegò l’assessore alle Politiche Sociale del comune di Roma, Francesca Danese, intervistata a Radio Città Futura: “Con un incrocio di dati importanti, coinvolgendo anche la Guardia di finanza, abbiamo cominciato a fare questa operazione soprattutto nei campi illegali. Continueremo con questa attività, la legalità è un valore e va rispettata in tutte le sue forme”.

GM