Satispay, l’app che si sostituisce alla banca tradizionale

app al posto delle banche
(Sean Gallup/Getty Images)

La rivoluzione digitale sta investendo anche l’economia. Ormai tutte le banche hanno i propri portali internet, qualcuna anche le applicazioni per smartphone, dove si possono fare buona parte delle operazioni. Sempre più spesso poi si sente parlare delle valute virtuali. Ma l’ultima novità è il trasferimento di denaro tramite i social, fenomeno in cui si stanno impegnando i big del settore come Facebook. L’argomento è talmente degno di nota che due parole a proposito le ha spese anche il numero uno di Jp Morgan, Jamie Dimon: “Ci sono centinaia di startup con molti cervelli e soldi a disposizione che stanno lavorando ad alternative all’architettura bancaria tradizionale. Abbiamo molto da imparare in termini di sistemi in tempo reale e riduzione dei costi e delle barriere per i clienti”.

In questo insieme rientra anche una realtà tutta italiana: la star-up Satispay. Il fondatore Alberto Dalmasso spiega: “Dal febbraio del 2014 si possono effettuare addebiti e accrediti da tutti i conti dei Paesi europei con soli due passaggi informatici grazie alla sostituzione dei vecchi Rid”. Usarla è molto semplice. Innanzitutto bisogna scaricare l’app gratuitamente, iscriversi ed inserire il proprio codice Iban, così che la banca possa dare l’autorizzazione per le transazioni dal conto al portafoglio elettronico della soluzione.  Da questo momento in poi, l’utente non avrà alcuna spesa. Tutti gli spostamenti sono a carico di Satispay. I soldi li puoi inviare agli amici iscritti alla piattaforma o li puoi usare per pagare direttamente i negozi aderenti all’iniziativa – per il momento solo 20 -.

La caratteristica fondamentale è la velocità. I trasferimenti tra utenti avvengono in tempo reale. Inoltre, ogni settimana l’app sposta le cifre sul conto originario, svuotando il portafoglio elettronico. “Osservando Paypal, il vero precursore, mi sono reso conto della necessità di poter rimettere i soldi sul conto. L’utente non ha interesse a lasciarli nel portafoglio elettronico”, spiega Dalmasso. Lato esercenti è una comoda alternativa al contante senza bisogno del Pos e senza doversi fare carico di fastidiosi oneri: sotto i 10 euro non c’è alcuna commissione, oltre si pagano 20 centesimi a transazione. “Quando avremo mezzo milione di utenti che fanno almeno un paio di acquisti a settimana raggiungeremo la sostenibilità economica”, spiega il fondatore. Questo perché essendo tutto gratuito, gli introiti sono evidentemente legati solo a quella piccolissima cifra.

In Italia, i principali rivali di Satispay sono Jiffy e 2Pay. La prima è una app sviluppata da Sia e in procinto di essere abbracciata da 10 banche. Anche questa permette di inviare soldi da un telefono ad un altro. La seconda ha la stessa finalità delle prime due, solo che ci si registra con il codice fiscale e ogni operazione costa 2 centesimi.

BT