Armeni, Putin e Hollande al centenario del genocidio

Commemorazione del centenario del genocidio armeno a Erevan (Brendan Hoffman/Getty Images)

Dopo il botta e risposta tra Papa Francesco e il presidente turco Recep Erdogan a proposito del genocidio degli armeni dell’inizio del XX secolo, lo scorso fine settimana è stato dedicato a diverse commemorazioni. A Erevan, capitale dell’Armenia, la cerimonia in occasione del centenario dell’inizio del massacro in cui persero la vita 1,5 milioni di persone (24 aprile 1915) ha visto la partecipazione di numerosi presidenti e diplomatici internazionali, fra cui il presidente russo Vladimir Putin, quello francese François Hollande e altri deputati e ministri di Stati Uniti, Israele e Germania.

Le commemorazioni sono iniziate con un intenso minuto di silenzio in onore dei morti causati da quello che è considerato come il crimine più grave della Prima guerra mondiale. I leader mondiali hanno deposto dei fiori di fronte alla fiamma eterna posizionate nel memoriale, circondata da 12 lastre di basalto che rappresentano le province armene perdute e che ora fanno parte della Turchia.

Per l’Italia non era presente alcun rappresentante del governo, ma c’erano i presidenti delle commissioni Esteri di Camera e Senato, Pier Ferdinando Casini e Fabrizio Cicchitto. L’assenza di esponenti dell’Esecutivo ha anche sollevato alcune polemiche, come quella iniziata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Nel suo discorso, il presidente armeno Serz Sargsyan ha ricordato che il genocidio fu pianificato dai leader politici e militari dell’Impero Ottomano. Il presidente ha poi messo in guardia contro il pericolo della negazione di questo crimine contro l’umanità, in riferimento alla Turchia. Ankara ancora oggi nega infatti che la tragedia armena costituisca un genocidio.

A riprova di ciò, pur avendo inviato a Erevan le sue ufficiali condoglianze, il presidente Recep Erdogan e il suo governo hanno deciso di anticipare di un giorno i festeggiamenti per la vittoria turca di Gallipoli (anch’essa risalente al primo conflitto mondiale) sulle truppe australiane e neozelandesi, spostandoli dal 25 al 24 aprile e facendoli coincidere proprio con la commemorazione armena, fatta passare in secondo piano. Ad Ankara, inoltre, il Comitato degli Ambasciatori in Pensione del Ministero degli Esteri Turco ha manifestato per ricordare i membri del personale diplomatico e i loro familiari vittime degli estremisti armeni negli anni 70 e 80.

CM