La Turchia provoca ancora Papa Francesco

Papa Francesco Armeni Turchia
(Vincenzo Pinto/Getty Images)

Il tema è l’Expo di Milano, ma la Turchia non perde occasione per tornare sulla polemica per le parole di Papa Francesco a proposito del genocidio degli armeni. A farlo è il viceministro dell’Economia di Ankara, Adnan Yildirim a margine della presentazione del padiglione turco. Apparentemente quello del viceministro è un invito rivolto a Bergoglio, ma in realtà è l’ennesima occasione per sostenere le tesi care alla Turchia sul tema degli armeni.

Yildrim ha detto: “Saremo lieti di dare il benvenuto al Santo Padre se volesse visitare il padiglione della Turchia a Expo, e se non potesse saremo lieti di ospitare una delegazione del Vaticano, perché possa apprezzare i valori della civiltà storica della Turchia”. Fin qui niente di male, anche se lo spirito che permea questo invito viene fuori meglio nella successiva frase: “Il Santo Padre ha pronunciato parole che la Turchia non si aspettava assolutamente e forse nemmeno il Vaticano. La Turchia è sempre stata a disposizione di tutti gli storici del mondo aprendo i suoi archivi internazionali, militari, tutti i suoi archivi”. Il senso della provocazione è ben chiaro con questa frasi che lasciano intendere che ci sia un Pontefice che agisce come una scheggia impazzita senza l’appoggio del Vaticano. Il viceministro poi conclude dicendo la classica frase di circostanza: “Noi siamo contro tutti i genocidi al mondo, non solo condividiamo il nostro dolore, ma tutti i dolori di tutti i popoli al mondo”.

Nonostante queste parole e questo atteggiamento “finto cordiale” il Vaticano non coglie la provocazione e risponde all’invito con serenità attraverso le parole del Cardinale Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura: “Come Commissario Generale del Padiglione della S. Sede all’Expo ho letto con interesse le parole di invito pronunciate dal viceministro. La delegazione vaticana, presente durante i vari eventi che si svolgeranno nel mesi dell’Expo, dopo l’inaugurazione, potrà accogliere con piacere l’invito a visitare il Padiglione della Turchia. Così come rivolge ora l’invito ai rappresentanti turchi ad essere ospiti del Padiglione vaticano, dedicato a temi che potranno essere condivisi anche dal mondo musulmano, come la fame sia fisica sia spirituale, la carità fraterna, il digiuno, l’ascolto della parola divina perché ‘non di solo pane vive l’uomo”.

Insomma una scambio di cortesie che non cambia la sostanza di ciò che ha detto il Papa e che ha fatto così infuriare la Turchia: “La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come ‘il primo genocidio del XX secolo’; essa ha colpito il vostro popolo armeno, prima nazione cristiana, insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi. Le altre due furono quelle perpetrate dal nazismo e dallo stalinismo”.

F.B.