Morì dopo controllo di polizia, dubbi sulla dinamica

Polizia (VALERY HACHE/AFP/Getty Images)
Polizia (VALERY HACHE/AFP/Getty Images)

Un paio di settimane fa, Luan Danushi, albanese di 43 anni, venne soccorso a Livorno, in via Ginori per ubriachezza e agitazione. Secondo i passanti, che avevano chiamato la polizia, l’uomo era molto agitato e urlava frasi sconnesse non in italiano, dimostrandosi anche aggressivo. L’intervento del 113 avveniva qualche minuto prima dell’una di notte, mentre il successivo decesso dell’uomo arrivava non più tardi di un’ora e mezza dopo.

Dalla ricostruzione, sembra che la polizia abbia avuto un gran da fare nell’ammanettare l’albanese, che però non veniva caricato in un mezzo del 118, seppure questo fosse giunto sul posto, ma in una volante e con questa scortato in ospedale. Alle 2.30 il decesso. Secondo l’autopsia, effettuata dal medico legale nominato dalla Procura, David Forni, in presenza del perito di parte della famiglia della vittima, Nicola Bisordi, a causare la morte dell’uomo sarebbe stato un arresto cardiaco e l’albanese non avrebbe alcuna lesione.

Fin qui la ricostruzione dei fatti, ma sono molti i dubbi: innanzitutto, la moglie ha spiegato di aver appreso della morte del congiunto alle 17 del giorno dopo, poi vengono fatte notare alcune contraddizioni rispetto all’esame autoptico, i cui risultati vengono dati di solito in via definitiva dopo due mesi, mentre le agenzie di stampa spiegavano subito come non ci sarebbe stata alcuna lesione sul corpo dell’albanese; non solo, questo particolare viene considerato falso, perché sembra che Luan Danushi avesse una ferita sotto uno zigomo.

Per tutti questi motivi, i familiari hanno lanciato nei giorni scorsi un appello, ripreso dal portale di movimento ‘Livorno Indipendente’: “Quella sera in via Ginori e in Piazza Cavour c’erano molte persone. Non è possibile che nessuno abbia visto niente. Da Livornesi a Livornesi chiediamo a tutti di farci arrivare delle testimonianze anche in forma anonima. Perché i familiari e tutta la città devono conoscere la verità. Perché non succeda mai più che un ragazzo possa morire dopo un controllo di polizia”.

GM