Infermiere con ebola allo Spallanzani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:40
Ambulanza specializzata per ebola (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Ambulanza specializzata per ebola (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Il secondo italiano colpito dal virus ebola, un infermiere di 37 anni di ritorno dalla Sierra Leone, è stato ricoverato nella notte all’ospedale Spallanzani di Roma. L’infermiere, un sardo che aveva lavorato come volontario per Emergency nel Centro di cura dei malati di Ebola in Sierra Leone, era tornato in Sardegna, a Sassari lo scorso 7 maggio. Il trasferimento del paziente è stato organizzato in collaborazione tra il Ministero della Salute e quello della Difesa ed effettuato con un C-130 dell’Aeronautica Militare atterrato all’aeroporto militare di Pratica di Mare. Per il trasporto dell’infermiere contagiato è stata seguita la stessa procedura, con attrezzature specializzate ad alto biocontenimento, già impiegata per il medico di medico di Emergency colpito da Ebola lo scorso novembre, ricoverato anche lui allo Spallanzani e poi guarito.

Nelle precedenti 48 ore, l’infermiere era stato ricoverato presso il nuovo reparto di malattie infettive dell’ospedale di Sassari, dopo che la sera di domenica 10 maggio, con la febbre a 39, si era autodiagnosticato il virus. Tornato a casa, infatti, l’infermiere aveva automonitorato le proprie condizioni di salute, come prevedono i protocolli del Ministero della Salute e di Emergency, e riscontrando i primi sintomi del virus aveva allertato immediatamente i servizi sanitari. Dopo il breve ricovero a Sassari è stato disposto il suo trasferimento a Roma, all’ospedale “Lazzaro Spallanzani”, altamente specializzato in malattie infettive. Tre persone che a Sassari erano entrate in contatto con l’infermiere sono state sottoposte a quarantena.

Per fortuna le condizioni di salute dell’infermiere non sono gravi. “Al momento della presa in carico – hanno spiegato i medici dello Spallanzani – il paziente era febbrile, lucido e collaborante”. L’infermiere è stato sottoposto ad “un trattamento antivirale specifico con un farmaco non registrato, autorizzato da un’ordinanza Aifa”, ha precisato il bollettino medico. Si sta inoltre valutando la terapia con l’impiego di plasma di un donatore guarito, come avvenuto in precedenza in altri casi di contagio da ebola.

V.B.