Egitto, condanna a morte per l’ex presidente Morsi

Egitto Morsi
L’ex presidente Morsi durante la lettura della sentenza di condanna a morte (Khaled Desouki/Getty Images)

Il tribunale penale del Cairo ha condannato a morte l’ex presidente egiziano Mohammed Morsi insieme ad altri 105 imputati. L’accusa è quella di aver organizzato l’evasione di massa dal carcere dei vertici della Fratellanza Musulmana nel 2011 durante le proteste contro Mubarak. Condanna a morte anche per il numero due dei Fratelli musulmani, Khairat al-Shater e il segretario generale Mohammed el-Beltagi. Ora la parola passa al Grand Mufti, la massima autorità legale islamica dell’Egitto, che dovrà decidere se approvare le condanne a morte.

Morsi fu il primo presidente del dopo Mubarak eletto con elezioni libere. La sua presidenza finì con un golpe militare nel 2013 dopo che il Paese totalmente lacerato era sceso in massa in piazza per protestare contro le sue politiche. Morsi era già stato condannato a 20 anni di carcere con l’accusa di incitamento alla violenza quando durante una protesta nel dicembre del 2012 sotto il palazzo presidenziale vennero uccisi numerosi manifestanti.

Il verdetto finale per Morsi arriverà il 2 giugno. Qualora fosse confermata la pena di morte l’ex presidente potrà fare ricorso in appello. Intanto dopo la notizia della sentenza sono stati uccisi tre giudici egiziani. Nessuna rivendicazione per ora, ma pare abbastanza certo che si trattasse di una rappresaglia per la decisione di condannare Morsi.

F.B.