Sinti in corteo a Bologna: “Basta discriminazioni”

Popolo sinti reclama diritti (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Popolo sinti reclama diritti (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Erano in 500, quasi tutti di etnia sinti, i rappresentanti delle popolazioni rom e sinti del nostro Paese che hanno deciso di ritrovarsi in corteo a Bologna a difesa della propria identità. A loro, si sono aggiunti anche diverse decine di militanti dell’area antagonista, oltre che volti noti del panorama politico e non solo: tra questi i senatori Pd Luigi Manconi e Sergio Lo Giudice, l’assessore comunale al Welfare, Amelia Frascaroli, l’attore teatrale Alessandro Bergonzoni.

Prima della manifestazione, inedita sul territorio italiano, molte erano state le polemiche: la Lega Nord aveva provato a impedire che si svolgesse, e anche ieri in diversi partiti di centrodestra e movimenti di estremi destra hanno tenuto sit-in e banchetti informativi. In apertura di manifestazione, i sinti hanno intonato l’inno di Mameli, per ricordare: “Siamo italiani non extracomunitari. Rispettiamo tutti ma subiamo un razzismo ingiusto. Siamo nati in questo Paese, abbiamo fatto i militari e non abbiamo gli stessi diritti degli altri”.

Davide Casadio, presidente dell’Associazione Nazionale Sinti italiani e organizzatore del corteo ha spiegato: “Sono più di cento anni che subiamo discriminazioni. I messaggi diffusi dalla Lega Nord e dai politici di estrema destra non sono molto diversi da quelli di Hitler e i nazisti. Se andassero al potere, non esiterebbero a ripetere le persecuzioni che già ci sono state nella storia”. Quindi, ha voluto lanciare la proposta di un raduno annuale per valorizzare la cultura sinti, alla quale ha risposto positivamente il senatore Manconi: “Sarebbe una bella idea per aiutare l’integrazione di una minoranza da troppo tempo discriminata”.

Manconi, che è presidente della Commissione parlamentare straordinaria per i diritti umani, ha anche ricordato: “Oggi nell’aria del Paese c’è un certo odio. Non qui, ma fuori. Credo di sapere da dove nasce quest’aria di odio: dall’oblio, dalla smemoratezza, dalla cattiva memoria di tanti su ciò che siamo stati. Solo chi dimentica ciò che siamo stati può odiare i sinti e i rom. Ma qualcosa sta cambiando. La violazione di un diritto di uno di voi è una violazione del popolo italiano”.

GM