Occhetto: “Senza vitalizio non avrei di che vivere”

Achille Occhetto e la svolta della Bolognina (foto Umberto Gaggioli, pubblico dominio)
Achille Occhetto e la svolta della Bolognina (foto Umberto Gaggioli, pubblico dominio)

Ha un vitalizio da 5860 euro netti che riceve da quando ha lasciato il Parlamento, nel 2006, ma Achille Occhetto, l’ultimo segretario del Pci, l’uomo della svolta della Bolognina, non intende farne a meno, anzi – intervistato dal quotidiano ‘Libero’ – si difende: “Guardate il mio reddito. Non ho altre entrate. Se mi fosse tolto il vitalizio di cosa vivrei? E di cosa vivrebbe la mia famiglia?”.

Occhetto prosegue: “Sono pronto a restituirli, ma vi assumete voi la responsabilità del fatto che finirei in povertà. Con questo mantengo anche i miei due figli che sono disoccupati, perché non ho mai approfittato del mio ruolo per trovare loro un posto”. L’ex capo della sinistra italiana difende il senso della legge sui vitalizi: “Permetteva ai parlamentari di fare politica senza rubare, senza arricchirs”. Quindi dice no alla retroattività di una norma per togliere il vitalizio a chi lo ha da anni: “Quei soldi mi servono per vivere e mantenere i miei familiari. Piuttosto, andate a controllare chi si è arricchito ingiustamente”.

“Se le regole fossero state diverse, avrei accantonato dei soldi e mi sarei fatto un’altra pensione. E poi che discorso è? Andando avanti, la differenza aumenterà. Dovrei morire così siete contenti”, insiste Occhetto, che poi replica anche al fatto che la moglie Aureliana Alberici riceve un vitalizio da 3791 euro mensili: “In una famiglia ci sono tante spese e tante situazioni che non potete conoscere. Per cosa volete mettermi alla gogna? È tutto secondo la legge”.

Occhetto è comunque disposto ad adeguarsi: “Se si decide di togliere il vitalizio, sia io, sia mia moglie ci conformeremo a questa decisione”.

GM