Rimborsi pensioni, Fornero: bene Renzi

Elsa Fornero (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Elsa Fornero (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

L’ex ministro del Lavoro e del Welfare del governo Monti, Elsa Fornero, tornata alla ribalta delle cronache, dopo che la sua legge sulle pensioni è stata dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte Costituzionale nella parte in cui escludeva per il biennio 2012-2013 la indicizzazione delle pensioni tre volte superiori al minimo Inps, è intervenuta sul provvedimento preso dal governo Renzi per ottemperare al dettato della Consulta.

Devo riconoscere che Renzi non ha mai usato nei miei confronti i toni aspri dei molti politici che a suo tempo mi incoraggiavano e che oggi mi criticano“, ha detto la professoressa Fornero, in un’intervista al quotidiano Il Messaggero. L’ex ministro ha ringraziato Matteo Renzi per aver evidenziato che quei politici che oggi più duramente si scagliano contro Elsa Fornero all’epoca votarono il provvedimento per lo stop all’indicizzazione delle pensioni. “Si tratta di parole che ristabiliscono la verità dei fatti“, ha aggiunto Fornero, ricordando: “Mi incoraggiarono dicendo che ero stata coraggiosa”.

“Quel provvedimento che congelava gli assegni previdenziali non faceva parte della riforma delle pensioni“, ha poi precisato, e “non era nato per iniziativa del Ministero” del Lavoro e delle Politiche sociali. Servivano però risparmi immediati che “nessuna riforma pensionistica, per quanto severa, poteva dare”, ha spiegato Fornero. Quindi il Tesoro, all’inizio guidato da Mario Monti, “decise di adottare quella misura come operazione aggiuntiva. Tuttavia, doveva trattarsi di un blocco temporaneo e non permanente, in quanto la riforma previdenziale aveva una visione di lungo termine”. L’ex ministro ha respinto nuovamente l’accusa che sia stata lei a volere quel provvedimento e ha sottolineato: “Dopo mia insistenza ottenni dal presidente Monti che una parte molto ampia dei pensionati a basso reddito fosse esentata“. Fu proprio nella famosa conferenza stampa di fine 2011, nell’annunciare il provvedimento di mancata rivalutazione delle pensioni, che Elsa Fornero scoppiò in lacrime. Evidentemente pressata dalle tensioni.

Infine Fornero ha elogiato l’intervento di Renzi, che ha deciso di non rimborsare tutti i pensionati esclusi dalla rivalutazione: “Troverei molto discutibile se si interpretasse la sentenza della Consulta come indicazione a restituire tutto a tutti i pensionati, perché il peso di questa interpretazione cadrebbe sulle spalle delle generazioni giovani e future“, ha precisato.

Ieri, intanto il Consiglio dei Ministri ha varato le prime misure. Le pensioni potranno essere rimborsate grazie al cosiddetto “tesoretto” previsto nel Def, con cui si coprirà il buco nei conti creato a seguito della sentenza della Consulta: “Si tratta di 2 miliardi e 180 milioni, che verranno ricevuti da 3,7 milioni di pensionati il 1° agosto”. Il decreto approvato dal CdM prevede che i rimborsi avverranno attraverso un bonus una-tantum che sarà di 750 euro per i pensionati con assegni fino da 1.700 euro lordi, di 450 euro per quelli da 2.200 euro, infine di 278 euro per quelli da 2.700 euro. Saranno esclusi dalla platea dei beneficiari “circa 650mila pensionati” che sono “sopra i 3mila e 200 euro lordi di pensione” al mese. Per il futuro, ha spiegato poi Renzi, “chi prende una pensione di 1.700 euro lordi avrà una rivalutazione di 180 euro all’anno. Chi prende 2.200 euro avrà una rivalutazione di 99 euro. Per chi prende 2.700 euro di pensione, sarà di 60 euro l’anno”.

Renzi ha poi spiegato perché sia impossibile restituire tutto: “Abbiamo fatto un intervento per la riqualificazione del montante contributivo. Nonostante la crisi economica le pensioni avrebbero dovuto essere abbassate per coefficiente legato al pil paradossalmente ridursi di qualche euro, invece con questo intervento non decrementiamo le pensioni. Il nostro governo potrebbe discutere mesi: quello che diamo ai nostri concittadini pensionati, lo togliamo a qualcun altro: se dovessimo azzerare del tutto la norma bocciata dalla Consulta dovremmo restituire 18 miliardi di euro che andremmo a togliere a qualcos’altro: asili, infrastrutture, dipendenti”. E alle polemiche politiche di questi giorni il premier ha risposto: “Quando questa norma è stata votata io tappavo le buche della città di Firenze. E’ il colmo che chi l’ha votata ora venga a dirci di restituire tutto“.

V.B.