Uccisione del fidanzato della figlia: è giallo

Stazione dei carabinieri (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)
Stazione dei carabinieri (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)

Quello che in un primo momento era sembrato un omicidio commesso per errore, assume sempre più i contorni di un giallo. Domenica sera 17 maggio, a Ladispoli, in provincia di Roma, un ragazzo di 20 anni di Cerveteri è stato ucciso con un colpo di pistola sparato dal padre della sua fidanzata, un luogotenente della Marina militare di 48 anni. All’inizio si era parlato di un colpo partito involontariamente, mentre il militare stava pulendo l’arma, che avrebbe ferito mortalmente il ragazzo ad una spalla. Il fatto è avvenuto nella villetta della famiglia della fidanzata della vittima e in casa erano presenti sei persone: il giovane ucciso, la fidanzata, il fratello di lei, insieme alla sua fidanzata, e i genitori dei due ragazzi.

A suscitare dubbi e perplessità sulla dinamica dei fatti sono state due telefonate di richiesta di soccorso arrivate al 118 dopo la sparatoria, a circa mezz’ora di distanza l’una dall’altra. La prima risale alle 23.43, con la richiesta di soccorso per un ragazzo colto da malore per spavento, e l’avrebbe fatta il figlio del militare e fratello della fidanzata della vittima, insieme alla madre. La seconda è arrivata 28 minuti dopo, questa volta a chiamare sarebbe stato lo stesso militare che ha sparato il colpo di pistola al ragazzo, ma avrebbe chiesto l’intervento dei soccorsi per una caduta nella doccia. “Venite che il ragazzo è caduto nella doccia e si è ferito con un pettine appuntito”, avrebbe detto il luogotenente al 118. Una richiesta piuttosto insolita, mentre nulla è stato detto sul ferimento del giovane con un’arma da fuoco. Inoltre è risultato che il ventenne era stato colpito mentre era in bagno, nella vasca e che, secondo i primi accertamenti, sarebbe stato ferito alle 23.20. Quindi la famiglia della fidanzata ha fatto trascorrere 20, cruciali, minuti prima di allertare i soccorsi.

Dubbi che ora le indagini dovranno chiarire, mentre il militare, padre della fidanzata del giovane ucciso, è stato indagato per omicidio volontario. La Procura di Civitavecchia, che dirige l’inchiesta, non esclude nessuna ipotesi e ha disposto l’esame stub su tutti i componenti della famiglia che si trovavano nella villetta al momento in cui il ragazzo è stato ucciso. L’esame serve per rilevare tracce di polvere da sparo addosso alle persone, per accertare chi abbia premuto il grilletto. Nel frattempo, i carabinieri hanno perquisito la villetta dove il ventenne di Cerveteri ha trovato misteriosamente la morte, mentre era a casa della fidanzata.

La vittima si chiamava Marco Vannini e lavorava d’estate come bagnino in uno stabilimento balneare di Ladispoli. Sognava di fare il carabiniere.

V.B.