Thyssenkrupp, pene ridotte nell’appello-bis. Monta la rabbia

Thyssenkrupp, familiari delle vittime (DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)
Thyssenkrupp, familiari delle vittime (DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)

Sono state ridotte le condanne per tutti i sei imputati del processo per il rogo alla Thyssekrupp di Torino, in cui persero al vita sette operai. Per l’ad Harald Espenhahn, principale imputato nel processo, la pena scende da dieci a nove anni e otto mesi. Un anno fa, il 24 aprile, la Cassazione, a sezioni unite penali, aveva disposto il rinvio degli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Torino per la “rideterminazione delle pene”. Alla lettura della sentenza dei giudici della corte d’Assise d’appello di Torino, è montata la protesta dei familiari.

Il nuovo processo era stato disposto dopo che la Cassazione aveva annullato una parte della sentenza di appello che riguardava una circostanza aggravante. A febbraio, c’era stato un rinvio del processo, per la rabbia dei familiari delle vittime, che si erano detti “indignati”: “Doveva essere un processo breve e invece non si riesce ad arrivare a una sentenza”. Piera Caprioglio, presidente della Corte d’assise di Torino, aveva da parte sua spiegato: “Riteniamo che in quella data la Corte di Cassazione possa verosimilmente avere già deciso sulle istanze delle difese”.

Nel rogo avvenuto nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007, come noto, morirono sette operai: Antonio Schiavone, Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino. Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto all’incendio, è oggi parlamentare Pd e prova a portare in Parlamento le istanze sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Queste erano state le pene comminate nel primo processo d’appello: 10 anni a Herald Espenhahn, amministratore delegato della Thyssenkrupp Acciai Speciali Terni s.p.a, 7 anni per Gerald Priegnitz e Marco Pucci, 8 anni per Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, 9 per Daniele Moroni.

 

GM