Elezioni regionali 2015: i risultati definitivi

Elezioni regionali (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Elezioni regionali (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Il centrosinistra si è aggiudicato 5 delle sette Regioni al voto ieri, domenica 31 maggio. Si votava in Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto per il rinnovo dei Consigli regionali. Se nelle tre storiche regioni rosse, Marche, Toscana e Umbria l’esito del voto è stato abbastanza scontato, anche se in Umbria la presidente uscente è stata tallonata dal candidato del centrodestra Claudio Ricci, che in un primo momento era sembrato addirittura in vantaggio, in Liguria il governo decennale del centrosinistra è stato interrotto dalla spaccatura interna al Pd, che ha favorito il candidato di centrodestra Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia. Nessuna sorpresa in Veneto, dove è stato riconfermato il governatore uscente Luca Zaia, della Lega Nord, che ha stracciato Alessandra Moretti del Partito democratico.

Il dato significativo di queste elezioni regionali è stato comunque quello della forte astensione. Infatti è andato a votare solo il 52,2% degli aventi diritto al voto, con un calo dei ben 12 punti percentuali rispetto alle elezioni regionali di cinque anni fa.

I risultati per ciascuna Regione

Campania

Il candidato del Pd Vincenzo De Luca ha ottenuto il 41% dei voti, seguito dal governatore uscente di Forza Italia Stefano Caldoro, sostenuto da una coalizione di centrodestra, che ha preso il 38,39%. Buona l’affermazione della candidata del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, che con il 17,64% dei voti si è piazzata terza. Il Movimento 5 Stelle, con il 17,11% dei voti è subito dietro a Forza Italia, che ha preso il 17,87%. Seguono staccati Salvatore Vozza, Sinistra al lavoro, con il 2,2%, e Marco Esposito, Mo! Lista Civica Campana, con lo 0,75% dei voti. I risultati si riferiscono a 5.714 sezioni scrutinate su 5.835.

Liguria

Si afferma Giovanni Toti di Forza Italia con il 34,44% dei voti, segue la candidata del Pd, Raffaella Paita, con il 27,84%. Subito dietro, terza arriva la candidata del Movimento 5 Stelle Alice Salvatore con il 24,84%. Con il 22,29% il Movimento 5 Stelle è secondo partito della Liguria, dietro al Partito Democratico che ha il 25,63%. Nello schieramento di centrodestra, invece, è avanti la Lega Nord con il 20,25%, seguita da Forza Italia con il 12,66%. Luca Pastorino, fuoriuscito del Pd, ha ottenuto il 9,41%, spaccando la sinistra e favorendo, come aveva paventato Matteo Renzi, il successo del centrodestra. Tra gli altri candidati alla presidenza della Regione i risultati sono stati: Enrico Musso, Liguria Libera, 1,62%; Matteo Piccardi, Partito comunista dei lavoratori, 0,78%; Antonio Bruno, Progetto Altra Liguria, 0,73%; Mirella Batini, Fratellanza Donne, 0,3%. I risultato si riferiscono al 100% delle sezioni scrutinate. L’affluenza al voto in Liguria è stata del 50,68%.

Marche

Senza sorpresa, nelle Marche vince il Pd con il candidato, ex sindaco di Pesaro, Luca Ceriscioli, che ha ottenuto il 41,07%, al secondo posto, staccato, è arrivato il candidato del Movimento 5 Stelle Gianni Maggi con il 21,78%. Quarto, a sorpresa, il candidato di Lega Nord e Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli, che ha ottenuto il 18,98%; mentre il presidente uscente Gian Mario Spacca, che aveva governato 10 anni le Marche con il Pd e che a queste elezioni si era presentato con una sua lista indipendente Marche 2020 sostenuta dal centrodestra (Forza Italia e popolari), si è dovuto accontentare del 14,21%. Infine il candidato di Altre Marche-Sinistra Unita Edorado Mentrasti ha preso solo il 3,96%. Nelle Marche, oltre alla conferma del Pd come primo partito con il 35,13% dei voti, è significativa l’avanzata del Movimento 5 Stelle, secondo partito con il 18,89% dei voti, così come è significativa l’avanzata della Lega Nord che con il 13,02% diventa terzo partito. Forza Italia precipita invece al 9,4%. Il dato si riferisce al 100% dei sezioni scrutinate. Nella Regione si è avuto un forte astensionismo: solo il 49,78% degli aventi diritto è andato a votare.

Puglia

Vittoria schiacciante per il candidato del Partito democratico Michele Emiliano, ex sindaco di Bari, che ha preso il 47,08% di voti. Emiliano succede a Nichi Vendola, che è stato governatore della Puglia per due mandati. Anche qui si è avuta una netta affermazione del Movimento 5 Stelle, con la propria candidata Antonella Laricchia arrivata seconda, anche se molto staccata dal vincitore, con il 18,45% dei voti. Francesco Schittulli, prima candidato ufficiale di Forza Italia poi passato con i dissidenti di Fitto, ha ottenuto il 18,27%. Mentre Adriana Poli Bortone, candidata da Forza Italia, ha ottenuto il 14,44%. Seguono gli altri candidati alla presidenza: Riccardo Rossi, L’Altra Puglia, con l’1,02%; Gergorio Mariggiò, Federazione dei Verdi, con lo 0,45%; Michele Rizzi, Partito di alternativa comunista, con lo 0,3%. Anche in Puglia il Movimento 5 Stelle è il secondo partito, con il 16,36% dei voti, mentre il Pd è primo con il 18,84%. Forza Italia è terzo partito con il 10,84% dei voti. La lista di Raffaele Fitto è al 9,3%. I risultati si riferiscono a 3.971 sezioni scrutinate su 4.016. L’affluenza alle urne è stata al 51,15%

Toscana

Si conferma il governatore uscente del Partito democratico Enrico Rossi, con il 48,034% dei voti. Al secondo posto, anche se con grande distacco, si piazza il candidato di Fratelli d’Italia e Lega Nord Claudio Borghi con il 20,017%. La Lega Nord è il secondo partito in Toscana, con il 16,16%, seguito dal Movimento 5 Stelle con il 15,131%. Primo partito è il Pd con il 46,384%. Il candidato del Movimento 5 Stelle Giacomo Giannarelli ha ottenuto il 15,048%. Quindi, Stefano Mugnai di Forza Italia ha preso il 9,084%. Gli altri candidati: Tommaso Fattori, Sì Toscana a sinistra, 6,28%; Giovanni Lamioni, Passione per la Toscana, 1,273%; Gabriele Chiurli, Democrazia diretta, 0,299%. I dati si riferiscono a 3.967 sezioni scrutinate su 3.969. Anche in Toscana si è registrata una forte astensione: è andato a votare il 48,281% degli elettori.

Umbria

La governatrice uscente del Pd Catiuscia Marini ha vinto per pochi punti percentuali, affermandosi con il 42,78% dei voti sul candidato del centrodestra, sostenuto da un’ampia coalizione a cui partecipa anche la Lega Nord, Claudio Ricci che ha ottenuto il 39,27%. Terzo è arrivato il candidato del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati, che ha preso il 14,3%. Quindi gli altri candidati a governatore: Michele Vecchietti, L’Umbria per un’altra Europa, con l’1,56%; Simone Di Stefano, Sovranità, con lo 0,65%; Amato John De Paulis, Alternativa Riformista, con lo 0,57%; Aurelio Fabiani, Partito comunista dei lavoratori Casa Rossa, lo 0,48%; Fulvio Carlo Maiorca, Forza Nuova, con lo 0,34%. In Umbria, il Partito democratico si conferma primo partito con il 35,76%, secondo il Movimento 5 Stelle con il 14,55% quindi la Lega Nord con il 13,99%; mentre Forza Italia scende all’8,53%. I risultati si riferiscono al 100% delle sezioni scrutinate. L’astensione al voto c’è stata anche in Umbria, ma l’affluenza al voto qui è stata più alta che altrove, con il 55,42% egli aventi diritto che si è recato alle urne.

Veneto

Netta vittoria, senza sorprese, per il governatore uscente della Lega Nord Luca Zaia, che ha ottenuto il 50,08% dei voti, il risultato migliore di queste regionali. Dietro, molto staccata, è arrivata la candidata del Pd Alessandra Moretti, con il 22,75%. Segue il candidato del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti con l’11,87%, subito dietro il sindaco di Verona ed ex leghista Flavio Tosi, che ha preso l’11,86%. Gli altri candidati: Alessio Morosin, Indipendenza veneta, il 2,51%; Laura di Lucia Coletti, L’Altro Veneto, con lo 0,9%. La lista di Zaia il primo partito del Veneto con il 23,08%, seconda la Lega Nord con il 17,81%, segue il Partito democratico con il 16,68%, quindi il Movimento 5 Stelle il 10,41%. Forza Italia precipita al 5,97%. I risultati si riferiscono a 4.738 sezioni scrutinate su 4.742.

V.B.