Elezioni regionali: il Pd perde la Liguria, 5 a 2 per il partito di Renzi

Matteo Renzi (Franco Origlia/Getty Images)
Matteo Renzi (Franco Origlia/Getty Images)

Elezioni regionali con sorpresa. Il Partito democratico perde la Liguria. Fatale è stata la spaccatura del centrosinstra, con l’uscita di Luca Pastorino dal Pd, che si è candidato autonomamente contro Raffaella Paita, la candidata ufficiale del partito. In questo modo è stato favorito il berlusconiano Giovanni Toti, candidato di uno schieramento di centrodestra di cui faceva parte anche la Lega Nord. In Umbria, storica regione rossa, è stata riconfermata per un soffio Catiuscia Marini del Pd. I primi exit poll davano in vantaggio lo sfidante di centrodestra Claudio Ricci. La Marini è sostenuta da una coalizione di centrosinistra di cui fa parte anche Sel. In Toscana, come da previsioni, vince il governatore uscente del Pd Claudio Rossi, ma la Lega Nord si afferma come secondo partito in regione. Anche nelle Marche il Pd rimane al governo, con il nuovo presidente Luca Ceriscioli, mentre il governatore uscente Gian Mario Spacca, che aveva abbandonato il centrosinistra e si era ricandidato con il centrodestra, è arrivato solo quarto, perfino dietro il candidato di Lega Nord e Fratelli d’Italia. Nella regione, il Movimento 5 Stelle è il secondo partito, anche se doppiato dal Pd. La Campania passa dal centrodestra al centrosinistra, con la vittoria del candidato del Pd, il discusso ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, che era nella lista degli impresentabili dell’antimafia e che dovrà fare ora i conti con la legge Severino, a causa di una condanna in primo grado per abuso di ufficio. In Puglia netta vittoria per l’ex sindaco dei Bari Michele Emiliano del Partito Democratico. Nessuna sorpresa invece in Veneto, dove gli elettori hanno confermato il governatore uscente della Lega Nord Luca Zaia. Flavio Tosi, cacciato dal Carroccio e candidatosi autonomamente, è arrivato terzo, dietro Alessandra del Moretti del Pd, doppiata da Zaia.

Il dato più significativo di queste elezioni è comunque la forte astensione alle urne: è andato a votare alle elezioni regionali appena il 52,2% degli aventi diritti al voto. Un calo di quasi 12 punti percentuali rispetto al 64,1% delle precedenti elezioni regionali. Il dato politico vede la forte affermazione un po’ ovunque della Lega Nord, con Matteo Salvini che si candida a leader del centrodestra. Molto male invece i partiti di Area Popolare, Ncd-Udc che non raccolgono i consensi sperati.

Lo spoglio per le elezioni comunali inizierà questo pomeriggio. Qui l’affluenza è stata più alta, al 64%.

V.B.