Primavalle, il 17enne rom: “Avevamo paura di essere uccisi”

L'incidente di Primavalle (screenshot Youtube)
L’incidente di Primavalle (screenshot Youtube)

“Non mi sono fermato perché ho avuto paura. Guidavo e non avevo la patente”, così il 17enne rom fermato insieme a un altro giovanissimo per il tragico sinistro stradale di Primavalle, ha spiegato durante l’interrogatorio di garanzia nel Centro giustizia minorile per il Lazio, il motivo della sua fuga: “Io e mio fratello poi ci siamo nascosti perché temevamo di essere ammazzati”. Sarebbe stata la madre, con alcune sue dichiarazioni, a rivelare dove i due erano nascosti, consentendone nei giorni scorsi il fermo.

Il gip ha oggi intanto convalidato l’arresto del giovanissimo, difeso dall’avvocato Antonio Gugliotta, che spiega: “Oggi era terrorizzato e tremava. Non credo che si sia reso conto di ciò che ha fatto. Il problema è proprio questo, ovvero di valutare il grado di maturità del minore. Non ha saputo fornire una spiegazione logica al suo comportamento. Ha chiesto perdono, è addolorato”. Il legale prosegue: “Il mio assistito ha risposto a tutte le domande. Lui guidava e accanto aveva il padre. Dietro c’erano il fratello e la sua convivente. Ha sempre detto di essere impaurito e forse di aver toccato l’acceleratore invece del freno, questo non è chiaro faremo una perizia”.

Gugliotta sottolinea ancora: “Si è spaventato perché ha detto che in una precedente occasione aveva preso le botte dalla polizia e pensava di prenderne altre perché non aveva patente e assicurazione. Era terrorizzato e per questo si è lanciato in questa folle corsa. Ha raccontato che il fratello da dietro lo strattonava dicendogli di fermarsi, che gli gridava disgraziato anzi bastardo si voleva buttare dalla macchina”.

Quindi ha raccontato dei giorni della fuga: “Lui ha detto di essere andato a piedi a Fregene e di avere vissuto nella macchia e di non aver mangiato. La macchina era la sua, comprata dieci giorni prima per settecento euro. Era un catorcio e sicuramente non poteva andare a 180 chilometri orari”. Infine ha motivato la convalida del fermo: “Il gip nel convalidare l’arresto ha mantenuto la qualificazione giuridica del reato ipotizzato dal pm, ovvero omicidio volontario caratterizzato dal dolo eventuale”.

GM