Primavalle, il fratello della vittima pronto a perdonare

Familiari e conoscenti di Corazon (screenshot Youtube)
Familiari e conoscenti di Corazon (screenshot Youtube)

C’è rabbia ma anche tanta umanità nelle parole dei parenti di Corazon Abordo, la donna filippina uccisa a Primavalle da un’auto in corsa guidata da un ragazzo rom. Il fratello Julito ha detto infatti nelle scorse ore: “Lunedì mattina sono andato al campo dove vivevano i ragazzi perché li volevo abbracciare e fargli sentire che sono umano e non provo odio nei loro confronti”. Il giovane uomo ha spiegato di aver chiesto di “parlare con la madre e la famiglia dei due giovani ma non mi hanno fatto entrare”.

Julito Abordo sembra deciso a guardare avanti: “Anche se c’è il dolore, quello passa, perché c’è il Signore che ci aiuta. Bisogna credere che c’è un Dio e pregarlo, basta pregare e lui ci sta”. Infine ha concluso: “Non provo alcun odio, c’è una giustizia umana e una giustizia della natura. Ringrazio Dio perché sento queste cose”.

“Non devono permettere che rifacciamo queste cose, non li rilascino”, sono invece le parole di Tess, sorella della vittima, che prosegue: “Lo hanno già fatto una volta, per loro rifarlo una seconda volta è come un gioco, aiutateci perché non vengano rilasciati, grazie”. La donna prosegue: “Il carcere minorile non è un passaggio, non è un motel dove dopo tre giorni vanno via. Noi perdoniamo, ma le loro famiglie facciano in modo che loro restino in carcere e speriamo che uscendo diventino delle persone migliori”.

Alta tensione intanto nel pomeriggio di oggi per una manifestazione tra opposti estremismi davanti alla fermata Battistini della metro. Da una parte un centinaio di militanti di Casapound, dall’altra gli attivisti dei centri sociali e dei movimenti per il diritto all’abitare, che espongono uno striscione dal contenuto eloquente: “Solidarietà per Corazon e per tutti i migranti. Casapound sciacalli”. “Noi difendiamo gli italiani. Vogliamo dare voce alla tanta rabbia che c’è”, è la replica degli attivisti di destra. Un loro militante sottolinea: “A noi ci sgombererebbero dopo pochi minuti mentre qui assistiamo al continuo nascere di campi rom illegali. Vogliamo che senza paura vengano portate le ruspe e chiusi questi campi”.

GM