Un grande scienziato e la sua terribile malattia

Stephen Hawking (ANDREW COWIE/AFP/Getty Images)
Stephen Hawking (ANDREW COWIE/AFP/Getty Images)

Stephen Hawking è uno dei fisici fra i più importanti e conosciuti del mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e sulle origini dell’universo, nonostante sia affetto da una malattia che lo costringe all’immobilità, non è mai stato chiarito se l’atrofia muscolare progressiva o la sclerosi multipla amiotrofica: comunica con un sintetizzatore vocale e non si è mai arreso di fronte alla drammatica malattia che lo ha colpito.

Lo scienziato sembra però essere stanco e alla Bbc ha spiegato: “Valuterò il suicidio assistito solo se sentirò un grande dolore, se riterrò di non avere più nulla da offrire e se penserò di essere un peso per chi si occupa di me”. Hawking ha aggiunto: “Mantenere qualcuno in vita contro la sua volontà è una cosa indegna”. Già nel 2013 aveva aperto una discussione sulla “dolce morte” ponendo una domanda: “Non lasciamo che gli animali soffrano, perché dovremmo farlo con gli esseri umani?”.

Hawking però è anche capace di parlare della propria vita quotidiana: “A volte sono timido o stanco, mi risulta difficile parlare con persone che non conosco”. Lo scienziato nutre ancora speranze: “Mi piacerebbe poter nuotare di nuovo. Quando i miei figli erano piccoli mi dispiaceva non poter giocare con loro”. Parole di chi, nonostante tutto, non si è mai stancato di vivere.

GM