Migranti, la ricetta di Sergio Mattarella

Il presidente Mattarella al vertice Fao (foto presidenza della Repubblica)
Il presidente Mattarella al vertice Fao (foto presidenza della Repubblica)

Aprendo la 39esima Conferenza della Fao, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato del tema dell’immigrazione, sostenendo: “Soltanto contribuendo a migliorare le condizioni di vita di chi oggi fugge da guerre, persecuzioni o carestie sarà possibile contenere le dimensioni di un problema epocale e con il quale dovremo convivere a lungo”. Il Capo dello Stato è netto: “Senza la cooperazione tra i Paesi, ogni barriera diventerà insicura e finirà per alimentare l’odio e i fanatismi”.

Secondo Mattarella, “al dovere morale di salvare vite umane, all’impegno di accogliere coloro che gridano aiuto, alla giusta lotta contro trafficanti di essere umani e criminali senza scrupoli, tutta l’Europa deve saper aggiungere una strategia che rafforzi la cooperazione con i Paesi di origine e di transito in modo da favorire la loro crescita economica e sociale”. Quindi sul ruolo della Fao: “E’ la colonna portante di un’attività della comunità internazionale che si fa inevitabilmente sempre più complessa. Ha posto le basi di un sistema dove gli Stati possono collaborare proficuamente per perseguire l’obiettivo della libertà dalla fame”.

Mattarella ha aggiunto: “Sono lieto di salutare il risultato che verrà celebrato domani, quando 72 Paesi riceveranno un riconoscimento per aver raggiunto l’obiettivo del dimezzamento del tasso di denutrizione. E’ un risultato imponente che premia gli sforzi fatti. Nel 1990 il numero degli affamati superava il miliardo di essere umani. Oggi, nonostante l’incremento della popolazione, è diminuito in misura rilevante. La strada da percorrere rimane lunga. Non possiamo dimenticare che 800 milioni di persone, inclusi 160 milioni di bambini minori di cinque anni, vivono ancora nella disperazione non avendo il cibo per nutrirsi o non avendone a sufficienza per crescere sani e vivere da uomini liberi”.

Per questo motivo, dice il Capo dello Stato, “va dato sostegno ai piccoli agricoltori e alle loro famiglie. Va sostenuta un’equa distribuzione delle terre. Cruciale è favorire il ruolo delle donne. In molti casi le donne purtroppo sono ostacolate negli accessi ai mezzi di produzione”. Per Mattarella, “sconfiggere la povertà e la malnutrizione è possibile. Difficile ma possibile. L’umanità non può rinunciare a questo traguardo”. Quindi conclude: “La fame è causa concorrente o scatenante di violenze e anche di guerre. Contrastarla è una preziosa opera di pace. Non ci sarà mai vera pace se permarranno le disparità. Le nazioni devono far prevalere la solidarietà sull’egoismo. Il dialogo e la cooperazione possono battere il fanatismo e la sopraffazione. Occorre un modello di sviluppo umano inclusivo, che riconosca l’importanza dei valori di equità e uguaglianza e che promuova economie sostenibili”.

GM