Renzi picchia duro sulla Grecia: “Fate le riforme come noi”

Greek Prime Minister Alexis Tsipras (L) stands near his Italian counterpart Matteo Renzi as he greets German Chancellor Angela Merkel (R) head of a roundtable meeting during an EU Council summit at the EU headquarters in Brussels on March 19, 2015. AFP PHOTO / ALAIN JOCARD        (Photo credit should read ALAIN JOCARD/AFP/Getty Images)
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“Discuteremo del futuro dell’economia mondiale, di una crescita forte che crei posti di lavoro e di una prospettiva di crescita salda dell’Unione Europea”. E’ stato con queste parole che il Presidente Usa  Barack Obama ha annunciato in conferenza stampa il tema centrale su cui verteranno i lavori del G7 in Germania. E in scia con la posizione americana si è pronunciato il  premier Matteo Renzi,: “La posizione Italiana è totalmente in linea con gli Usa di Obama – ha rimarcato il presidente del Consiglio –  dobbiamo fare di più, come Ue, per sostenere la crescita e gli investimenti. Questo dovrà caratterizzare le prossime discussioni a livello europeo”. Ma  si comprende che sarà   soprattutto Atene il fulcro su cui poggeranno le questioni delle prossime ore. A parlarne è il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker,  che deve partire, suo malgrado, dal rifiuto di Tsipras  di aderire alle proposte inviate dai creditori internazionali, giudicate “assurde” da Atene. Juncker si muove su una prospettiva altalenante: dichiara che  il premier greco “è un amico” ma sottolinea subito dopo” per restare amici si devono rispettare alcune regole minime”. E così di seguito: l’uscita di Atene dall’euro “non è un’opzione” ma questo non significa che “si possa estrarre un coniglio dal cilindro per risolvere la crisi” ha tenuto a puntualizzare. Soprattutto, ha detto,  i negoziati non possono protrarsi all’infinito. E qui è tornato a mostrarsi solidale, verso “l’amico” Tsipras: “Di certo ci sarà una scadenza per la Grecia, ma non la rivelo, non per rendere la cosa più avvincente ma per fare in modo che la Grecia non sia penalizzata”.

Le parole più dure verso Tsipras vengono, quasi a sorpresa, dal premier Renzi: “Ho detto ad Alexis che facciamo il tifo per la Grecia. La sua uscita dall’euro sarebbe un errore. E’ però impensabile che gli italiani che hanno smesso di pagare le baby pensioni agli italiani accettino di pagare le baby pensioni ai greci. Bisogna che anche la Grecia faccia le riforme che ha fatto l’Italia”, ha aggiunto Renzi.

Dalla Grecia è il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, a rispondere, spiegando  come Atene sia determinata a respingere le ultime proposte dell’Ue sulla crisi del debito. “E’ stata una mossa aggressiva fatta per terrorizzare il governo greco. Non credo ci siano molti margini per un accordo positivo con i creditori” ha detto parlando con il quotidiano Proto Thema. “Questo governo greco non si lascia spaventare” ha assicurato. Concetti ribadito dal Ministro dell’Energia greco, Panagiotis Lafazanis. “Cercano di sottometterci, vogliono demolire il Paese sul piano sociale e umiliare il governo”, ha detto parlando con il settimanale To Vima. Un copione già visto. A conti fatti la vera novità è stata proprio Renzi e la sua richiesta di riforme ad Atene. Ognuno ha la sua Merkel. E non necessariamente la Merkel che merita.

ADB