Crac casa di cura, il Vaticano ha agevolato le indagini

Papa Francesco Ior Vaticano Azzollini
(Franco Origlia/Getty Images)

L’inchiesta per il crac milionario della casa di cura “Divina Provvidenza” ha portato 10 persone in manette (tra cui due suore) e alla richiesta d’arresto per il senatore Ncd Antonio Azzollini. La Procura di Trani, titolare delle indagini in merito, ha fatto sapere che l’impulso decisivo per la chiusura delle indagini è arrivata dallo Ior che ha dato piena e massima disponibilità all’insegna di una trasparenza totale proprio come voluto da Papa Francesco.

Il Pontefice ha sin dall’inizio del suo pontificato adottato uno stile nuovo su certi temi spinosi per la Chiesa e questo lo ha portato anche ad alcuni scontri per esempio con una parte dei vescovi. Sulla gestione dello Ior, la banca vaticana in passato finita spesso sotto l’occhio del ciclone, Papa Francesco ha sempre voluto ci fosse la massima trasparenza. Infatti in un primo tempo la Banca Vaticana non era stata così sollecita ad aiutare la procura, ma da quando è arrivato in Vaticano Bergoglio le cose sono cambiate e la riprova è data da questa vicenda. La svolta nell’indagine è arrivata il 7 aprile 2013, quando la Santa Sede ha risposto alle rogatorie internazionali indicando i conti accesi presso lo Ior riferibili alla Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza, alla Casa di Procura Istituto Suore Ancelle della Divina Provvidenza e a Lorenzo Leone (deceduto nel 1998), nonché di fornire la lista completa dei movimenti su tali conti. Tutte informazioni che si sono rivelate indispensabile per chiudere il cerchio dell’indagine e per appurare che nel corso degli anni è stato attuato “un progressivo occultamento delle risorse della Congregazione trasferendole su rapporti bancari e conti correnti intestati solo formalmente alla Casa di Procura, ma in realtà riferibili alla stessa Congregazione. Insomma un’indagine che scoperchiato un giro illecito di diversi milioni di euro, un’indagine che ha potuto ottenere certi risultati grazie soprattutto alla trasparenza voluta fortemente da Papa Francesco.

F.B.