“L’ho mangiata solo per manifestare il mio amore per lei”

384593 04: Actors Anthony Hopkins stars as Dr. Hannibal Lecter and Julianne Moore stars as FBI Agent Clarice Starling in Metro-Goldwyn-Mayer Pictures'' (and Universal Pictures in association with Dino De Laurentiis) thriller "Hannibal." (Photo by Phil Bray/MGM Pictures/Universal Pictures/Dino DeLaurentiis)
 Il cannibale “del cinema” Hannibal Lecter (Phil Bray/Getty Images)

Alla periferia di Tokyo, conduce una morigerata esistenza Issei Sagawa, passato da una vita alla cronaca col nome di “Il cannibale di Parigi”. L’uomo, nel 1981, quando era un giovane 28enne discendente di una ricca e potente famiglia giapponese, viveva a Parigi per studiare letteratura francese. In quel suo sontuoso periodo di studi, conobbe e si invaghì di una collega olandese di nome Renèe Hartevelt. Successe che, dopo l’ennesimo appuntamento di studio e di amicizia, il timido giapponese trovò il coraggio di dichiarare alla ragazza i sentimenti più autentici che provava per lei. Purtroppo, lei dovette rifiutare la sua “avance”, anche perché già impegnata.

Essere rifiutati, seppur legittimamente, è sempre un momento frustrante che richiede una notevole capacità di elaborazione. Gli uomini, poi, sono più propensi a una sofferenza psicologica che può, nel peggiore dei casi, sfociare in violenza fisica. Se possibile, Sagawa andò oltre: la uccise sparandole alla nuca con un fucile donatogli dal padre da usare in caso di necessità di legittima difesa. Poi la fece a pezzi e la conservò in frigo come un qualsiasi alimento da supermercato. Quando la polizia lo scoprì, ne aveva già consumato 7 kg.

Dopo pochi anni di carcere, Sagawa fu espatriato in Giappone e dichiarato un infermo di mente da rinchiudere in un’ospedale psichiatrico in Giappone. Al contrario, divenne una sorta di celebrità e la immagine alla Hannibal Lecter gli consentì comparsate in tv, spot, pubblicazioni di libri. Ora vive con un piccolo sussidio comunale e con i proventi che gli derivano da qualche altra intervista, considerato che è indicato come uno degli uomini della storia (in negativo) del Giappone dopo la seconda guerra mondiale. “Io Renèe l’ho mangiata per amore – continua ad affermare ancora oggi -; mi è dispiaciuto doverla uccidere ma era l’unico modo per dare vita al mio sentimento. Avrei voluto visitare la sua tomba in Olanda ma me lo hanno impedito”.

CM