Scabbia alla Stazione Centrale, le Ferrovie pagano il conto

Allarme scabbia alla stazione Centrale (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)
Allarme scabbia alla stazione Centrale (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

Dopo la denuncia dei casi di scabbia alla Stazione Centrale di Milano, intervengono con una nota le Ferrovie dello Stato, che ricostruiscono quanto accaduto: “Vista la situazione che si è creata all’interno e nei pressi della stazione, e dato che Milano Centrale non è il luogo adatto per gestire l’emergenza immigrati, si è deciso di provvedere a proprie spese ai lavori necessari alla ristrutturazione dei locali di via Sammartini ritenuti, d’accordo con la Prefettura e il Comune, idonei a fungere da base per fornire l’assistenza materiale e sanitaria a chi ne ha bisogno”.

“Da novembre scorso Ferrovie dello Stato Italiane aveva reso disponibili i locali in modo da allentare la pressione sulla stazione” – si legge ancora nella nota, poi l’annuncio: “Oggi, dal momento che la situazione all’interno di Milano Centrale si fa sempre più grave, il Gruppo FS Italiane ha deciso di farsi carico anche dei lavori necessari a rendere funzionale l’immobile per l’accoglienza dei profughi”.

In mattinata, era stata la Croce Rossa a spiegare che vista “la gravissima situazione esistente presso la Stazione Centrale di Milano, dove centinaia di profughi soggiornano nell’androne con scarsissima assistenza sanitaria e con la probabile presenza di scabbia in crescita esponenziale”, veniva messo a disposizione dell’Assessorato Regionale alla Sanità e dell’Areu 118 un ambulatorio mobile, dove opererà il personale sanitario Asl 1 di Milano, e un’ambulanza per il trasporto dei pazienti infettivi in ospedale. Queste le parole del presidente regionale della Cri Lombardia Maurizio Gussoni: “Metteremo a disposizione fissa una ambulanza per i casi di ricovero”. Gli interventi verranno effettuati dalle 8 alle 20.

Sul tema è intervenuto anche il sindaco del capolugo meneghino Giuliano Pisapia: “Noi abbiamo fatto il nostro dovere istituzionale. Abbiamo dato segni forti di vicinanza e solidarietà. Certo c’è un limite. Non si può pensare che Milano da sola, o con pochi altri comuni, possa risolvere un problema epocale. Oggi sempre di più ci vuole corresponsabilità di tutte le istituzioni a partire dal governo, dalle Regioni e soprattutto”.

GM