Milano, autisti in rivolta: “Non trasportiamo profughi”

Migranti in Stazione Centrale (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)
Migranti in Stazione Centrale (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

Sono esplicite le richieste agli autisti dell’Atm, l’azienda di trasporto pubblico milanese, avanzata dal coordinamento Rsu, dopo i recenti casi di scabbia segnalati alla stazione Centrale: appreso infatti che i conducenti svolgono su richiesta un servizio di trasporto profughi, gli stessi vengono invitati “a non effettuare tale servizio e a mettersi subito in comunicazione con le RSU di impianto”. Le ragioni del grande rifiuto vengono riassunte da ‘Tranvieri Milano Leganord’: “Dopo le aggressioni dobbiamo rischiare anche di prenderci malattie? E come noi le nostre famiglie, i nostri bambini e non dimentichiamoci dei passeggeri, ignari di quello che è appena stato fatto con quei mezzi…”.

Si tratta però di un sentire condiviso, come sostengono le Rsu: “I conducenti degli autobus si rifiuteranno di effettuare il servizio di trasporto dei profughi dalla stazione Centrale di Milano ai centri di accoglienza. Mancano le garanzie igienico- sanitarie per i lavoratori e per gli utenti, visto che, scrivono, gli autobus vengono rimessi in servizio per i passeggeri di linea senza l’opportuna sanificazione del mezzo”. Le Rsu, in definitiva, ritengono che tale servizio “debba essere effettuato con norme igienico/sanitarie di cui non siamo stati informati e con tutti gli accorgimenti necessari, senza sottovalutare i pericoli che corrono i conducenti e le loro famiglie”.

Da Palazzo Marino fanno sapere che il servizio pubblico di trasporti è stato utilizzato solo in alcune occasioni, quando l’emergenza era nella fase più calda, mentre quando i trasferimenti si sono ridotti ci si è serviti di mezzi più piccoli messi a disposizione dalle associazioni di volontariato “e anche organizzandoci per trasportarne un po’ per volta”, come spiega l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Marco Granelli.

GM