Fabrizio Corona, il primo giorno in comunità

Fabrizio Corona in una trasmission tv (Elisabetta Villa/Getty Images)
Fabrizio Corona in una trasmission tv (Elisabetta Villa/Getty Images)

“Sono ancora stravolto per questa grande emozione, sto cominciando ad ambientarmi”, queste le prime parole dell’ex fotografo dei vip, Fabrizio Corona, che ha preso i primi contatti con i volontari della comunità di Lonate Pozzolo, in provincia di Varese. Ieri, dopo due anni, si è concluso il periodo di detenzione nel carcere dell’Opera di Corona, condannato a 13 anni per una serie di reati molto gravi come bancarotta ed estorsione aggravata.

L’ex fotografo dei vip, come noto, è stato affidato alla comunità Exodus di don Mazzi, dove seguirà un programma di recupero. Già dopo la scarcerazione, su Instagram, ha pubblicato i primi selfie con alcuni volontari della comunità e sulla sua fanpage di Facebook, gestita dallo staff anche durante il periodo di detenzione, è apparso un messaggio: “Ho attraversato la tempesta, ho lottato fino all’ultimo è stata dura ma era necessaria. Ora si riparte”.

Fabrizio Corona, che ha lanciato anche l’hashtag #SiPuede, oggi ha parlato brevemente al telefono con il suo legale, l’avvocato Ivano Chiesa. L’iter che ha portato alla scarcerazione passa per la richiesta di grazia avanzata a dicembre all’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con particolare riferimento a una delle tante condanne passate in giudicato che hanno travolto il noto fotografo, quella per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali ai danni dell’ex calciatore della Juventus, David Trezeguet.

I suoi avvocati, a gennaio, davanti al Tribunale di Sorveglianza, avevano insistito sulla necessità di cure per il fotografo: “Corona è un uomo molto sofferente, con problemi seri dal punto di visto psicologico e psichiatrico. In carcere sta soffrendo di stati d’ansia, depressione e attacchi di panico”. Ieri la scarcerazione e l’affidamento ai servizi sociali.

GM