Caso Yara, oltre 700 testimoni chiamati in causa da Bossetti

Bossetti in manette (screenshot Youtube)
Bossetti in manette (screenshot Youtube)

Rischia di diventare interminabile il processo nei confronti di Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina scomparsa nel nulla e poi ritrovata uccisa nel bergamasco, nel novembre 2010. Secondo quanto si è appreso nelle scorse ore, infatti, i legali del muratore di Mapello hanno depositato al tribunale di Bergamo una lista di testi lunghissima, ben 711, a cui si aggiungono una cinquantina di consulenti scientifici.

In quello che si prospetta come un seguitissimo processo mediatico, verranno chiamati a testimoniare per la difesa familiari di Bossetti, conoscenti e vicini di casa dei Gambirasio e frequentatori del centro sportivo di Brembate, col solo scopo di smontare la prova “regina” nei confronti del muratore, ovvero il test del Dna ritrovato sugli indumenti di Yara Gambirasio. Dall’altra parte, però, l’accusa, rappresentata dal pm Letizia Ruggeri, secondo quanto scrive ‘Il Giorno’, ha convocato 120 testimoni.

Tra questi, anche Alma Azzolin, che secondo la magistratura inquirente dovrebbe testimoniare e provare che Yara e Bossetti si conoscevano già: la donna, infatti, sostiene di aver visto una station wagon grigio chiara nei pressi del cimitero di Brembate, alla cui guida ci sarebbe stato Bossetti, mentre sul lato passeggero sedeva una ragazzina, che secondo la testimone avrebbe avuto le caratteristiche fisiche di Yara Gambirasio.

La prima udienza del processo si terrà il prossimo 3 luglio, mentre in Aula vengono aumentati i posti a sedere, da 49 a 70, e si resta in attesa di sapere in via definitiva che tipo di copertura mediatica verrà garantita al processo. Intanto, in un’intervista a Telelombardia, il legale del muratore di Mapello, Claudio Salvagni, ipotizza come possa essere stata uccisa Yara Gambirasio: “Non abbiamo l’asso nella manica, ma Yara è stata uccisa da un branco di ragazzi malati. E’ un delitto maturato in ambito giovanile, legato al bullismo”.

GM