Fallimento Grecia, rischio contagio anche per l’Italia

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Alexis Tsipras (Angelos Tortzinis/Getty Images)

La Grecia guidata da Alexis Tsipras è sull’orlo del fallimento e dell’uscita dall’Euro. La situazione è drammatica. Da oggi le banche e la Borsa resteranno chiuse per una settimana per scongiurare il rischio del panico, dell’assalto agli sportelli bancari, della fuga di capitali all’estero e dell’assalto degli speculatori.

Il premier ha parlato in televisione cercando di rassicurare il popolo greco su pensioni e stipendi e muovendo pesanti accusi nei confronti della Bce rea di aver rifiutato l’aumento dei finanziamenti richiesto dalla Grecia: “I tentativi di cancellare il processo democratico sono un insulto e una vergogna per le tradizione democratiche in Europa. Il rifiuto di accogliere le nostre richieste è un atto senza precedenti per gli standard europei e mette in questione il diritto di un popolo sovrano di decidere. Abbiamo oggi l’opportunità di dimostrare al mondo intero che il diritto può vincere. L’unica cosa che dobbiamo temere è la paura stessa”. Tsipras poi ha ribadito la bontà dell’idea del referendum che si terrà domenica prossima e al quale i greci saranno chiamati a dare o meno l’avallo alla respinta dell’ultima offerta avanzata dai creditori (Ue, Bce, Fmi, Esm).

L’effetto di questa situazione inizia a farsi sentire nelle Borse di tutto il mondo e il nostro spread vola a 197 punti. Al di là di questi effetti immediati quello che spaventa di più sono gli effetti di lungo periodo che un’eventuale uscita della Grecia dall’Euro avrebbe sull’Unione e sul nostro Paese in particolare. Intanto se lo spread dovesse mantenersi su alti livelli il costo per noi potrebbe essere di circa 4 miliardi all’anno; poi bisogna considerare i crediti che l’Italia vanta nei confronti della Grecia. In questo caso si parla di circa 65 miliardi di euro e se tutti gli analisti confermano che comunque la Grexit non comporterebbe l’azzeramento del debito greco resta il dubbio su come Atene sarà poi in grado di onorarlo. Infine tra gli effetti negativi a cascata ci sarebbero le mancate esportazioni delle nostre aziende verso la Grecia e eventuali mancati pagamenti di commesse già effettuate.

Insomma un quadro non disperato per noi, ma nemmeno tanto roseo. Una serie di problemi che sommati l’un l’altro ci fanno pensare che sia meglio che la Grecia non esca dall’Euro. Ma c’è ancora tempo per un salvataggio in extremis?

F.B.