Ruby ter, chiuse le indagini: Berlusconi avrebbe pagato 10 milioni di euro alle ragazze

Silvio Berlusconi (Sean Gallup/Getty Images)
Silvio Berlusconi (Sean Gallup/Getty Images)

La Procura di Milano ha annunciato oggi con una conferenza stampa la chiusura delle indagini sul caso Ruby ter, stralcio del più ampio processo Ruby, che poi si è concluso lo scorso marzo con l’assoluzione di Silvio Berlusconi. In questo nuovo processo, Berlusconi è stato indagato per corruzione in atti giudiziari. Secondo i magistrati di Milano l’ex Cavaliere avrebbe pagato le ragazze che frequentavano la villa di Arcore, specialmente in occasione delle cosiddette cene eleganti, per comprare il loro silenzio nell’inchiesta o la loro falsa testimonianza negli altri due processi sul caso. Da qui l’accusa di corruzione. In tutto, l’ex premier avrebbe versato più di 10 milioni di euro, oltre alla concessione di case a titolo gratuito, al pagamento di spese mediche e ai regali “di elevato valore economico”. Secondo i pm, Berlusconi avrebbe continuato a pagare le ragazze fino ad oggi.

Oltre a Silvio Berlusconi sono accusati anche Karima el Mahroug, in arte Ruby, e l’avvocato Luca Giuliante. Le accuse vanno, a vario titolo, dalla corruzione in atti giudiziari alla falsa testimonianza.

Per i pm di Milano Berlusconi avrebbe corrotto Ruby versandole la cifra di 7 milioni di euro. Denaro che la ragazza avrebbe investito all’estero, in un ristorante con annesso pastificio in Messico e perfino a Dubai. Cifra per la quale l’ex fidanzato della giovane marocchina, Luca Risso, è accusato di riciclaggio. Secondo l’accusa, Ruby avrebbe ricevuto da Berlusconi denaro in contanti tra la metà del 2013 e la metà del 2014. L’avvocato Luca Giuliante sarebbe stato il “custode” di questi versamenti, una “sorta di amministratore che gestiva i trasferimenti di denaro in contanti da Berlusconi alla ragazza”, hanno spiegato i pm.

I restanti 3 milioni di euro circa sborsati da Berlusconi sarebbero andati alle altre ragazze che frequentavano la Villa San Martino di Arcore e che sono state soprannominate dalla stampa le “olgettine“, dal nome della via Olgettina, dove risiedevano a Milano, negli appartamenti di proprietà di Berlusconi. In tutto, secondo gli inquirenti, si tratterebbe di una ventina di ragazze.

L’inchiesta è condotta dal procuratore aggiunto Pietro Forno, dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio. Ora per gli accusati si attende l’imminente richiesta di rinvio a giudizio.