Terrorismo, in manette gli jihadisti italiani

Fatima, la jihadista italiana (ritaglio Youtube)
Fatima, la jihadista italiana (ritaglio Youtube)

Vasta operazione della polizia contro il terrorismo internazionale a partire dalle prime luci dell’alba: in manette una decina di persone, quattro gli italiani, 5 di nazionalità albanese e uno di nazionalità canadese, accusati a vario titolo di associazione con finalità di terrorismo e di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo. Durante l’operazione, denominata “Martese”, perquisizioni nelle province di Milano, Bergamo, Grosseto e in una città dell’Albania.

Le indagini condotte dalla Sezione Antiterrorismo della Digos di Milano hanno fatto venire alla luce la presenza sul territorio italiano di due nuclei familiari distinti, uno di origine campana ma residente in Lombardia, l’altro composto da albanesi residenti nel grossetano, determinati a partire per la Siria o comunque a sostenere la jihad islamica. Tra gli arrestati, i familiari di Maria Giulia Sergio, la jihadista italiana ribattezzatasi Fatima Az Zahra, come la quartogenita del profeta Maometto.

La storia della Sergio e della sua famiglia è emblematica ed era già emersa nei mesi scorsi: 27 anni, una decina di anni fa, insieme ai genitori Sergio Sergio e Assunta Bonfiglio, e a tutta la famiglia, decide di trasferirsi da Torre del Greco, grosso centro dell’hinterland napoletano, a Inzago, comune di 11mila abitanti nel Milanese. Qui, per l’intera famiglia, la quale – a sentire una persona che conosce bene i Sergio – “lo stesso fervore che mettevano nella preghiera in Cristo, lo usano ora per Maometto”, inizia un nemmeno troppo lento percorso di conversione all’Islam, tutto cambia.

La prima a convertirsi è Marianna, sorella maggiore di Maria Giulia. Poi tocca a tutti: diventano presto una famiglia simbolo di quanto avviene nel nostro Paese, dove – a fronte di un forte relativismo religioso nel culto della fede cattolica – sempre maggiore è il numero di chi si converte all’Islam, tant’è che Maria Giulia partecipa anche a un paio di trasmissioni televisive, nel 2009, nel corso delle quali dibatte in studio anche con la ‘pasionaria’ Daniela Santanché. Risalgono al 2010 le prime invettive su Facebook: “Allahumma rinsalda le nostre gambe e dacci la vittoria sui miscredenti”.

La giovane è una foreign fighter in Siria, intanto in manette sono finiti la sorella Marianna, 31 anni, il padre Sergio, 61, e la madre Assunta, 60. A dare una decisa accelerazione alle indagini, il fatto che i componenti del nucleo familiare abbiano ritirato il passaporto e messo in vendita i mobili di casa, il che avrebbe acceso negli inquirenti il sospetto di una prossima partenza della famiglia jihadista italiana per la Siria.

GM