“Lo Stato pensi prima alle donne, poi ai profughi”, bufera sulla Cucinotta

Maria Grazia Cucinotta (Feng Li/Getty Images)
Maria Grazia Cucinotta (Feng Li/Getty Images)

Bufera sull’attrice Maria Grazia Cucinotta, che rispondendo a una lettera di una lettrice nella rubrica che tiene sul ‘Corriere sociale’, supplemento del ‘Corriere della Sera’ dedicato al terzo settore, ha sottolineato: “Sono tante le storie come la tua. Donne costrette a subire perché lo Stato non le sostiene e come dici tu, non sanno come mantenersi e dove andare”. La lettrice aveva parlato del suo matrimonio fallito dopo 25 anni, spiegando: “Senza lavoro non c’è dignità, è questo il vero problema di tante donne”.

La Cucinotta ha anche aggiunto: “Sento tutti i giorni finanziamenti verso rom o profughi, ma non sarebbe ‘più giusto’ pensare prima ai bisogno di donne, come Elisabetta, che pur volendo fuggire alla violenza si ritrovano da sole?”. Parole contestate via Facebook dall’Osservatorio sul razzismo in Italia, che accusa: “L’attrice e regista non trova nulla di meglio da dire che non capisce come mai sente spesso parlare di finanziamenti dati a rom o profughi, mentre sarebbe più giusto pensare prima ai bisogni di donne come la madre“.

Prosegue l’Osservatorio: “Ecco, fare la scala del ‘più giusto’, di chi è più sfigato, chi merita essere aiutato e chi no. È qualcosa di disgustoso. A questo si aggiunga che i soldi per i profughi non sono dati dallo Stato Italiano ma dall’Europa, e quindi non sarebbero spendibili per il caso citato e che tra i rom, che in maggioranza sono italiani o comunitari e hanno quindi gli stessi diritti di Elisabetta, vi sono tante donne che si trovano esattamente nella stessa situazione. Forse è bene che di immigrazione ne parli chi abbia una minima conoscenza del tema e non solo chi opina per ‘sentito dire’”.

GM