Si licenzia da multinazionale per aprire un B&B

B&B (GIANLUIGI GUERCIA/AFP/Getty Images)
B&B (GIANLUIGI GUERCIA/AFP/Getty Images)

Enrico Fontana, lombardo classe 1976, una laurea in ingegneria gestionale, conseguita al Politecnico di Milano, da qualche anno ha messo da parte la frenesia del lavoro in una multinazionale, investendo le proprie risorse in un bed & breakfast nel modenese, una casa “mezza diroccata e tutta da ristrutturare” vicino a Nonantola, “comprata a poco, col perlinato gonfio di umidità”, dove il giovane si è trasferito dopo essersi licenziato.

“L’ambizione massima per un ingegnere gestionale come me era lavorare in una multinazionale. Stipendio buono, benefit, privilegi, prodotti tecnologici scontati. Timbravo il cartellino tutti i giorni, e tutti i giorni in giacca e cravatta. Ore passate in ufficio e giornate dove non vedevo neanche la luce del sole. Poi sono arrivate l’abitudine e la noia. E ho cambiato vita”, racconta Enrico al ‘Fatto Quotidiano’.

La svolta è arrivata dopo aver lavorato “una decina d’anni per alcune società. L’ultima era una multinazionale, dove sono rimasto dal 2003 al 2008. Ero nella sede di Monza, mi occupavo di logistica e della pianificazione della consegna di macchine ospedaliere per fare tac, risonanze. A parte qualche rara eccezione, ero sempre in ufficio. All’inizio ero contento, avevo studiato anni per fare quel lavoro“. Ma la stanchezza arriva in fretta, nonostante “il privilegio che potevo avere di concedermi viaggi di piacere con biglietti aerei da mille euro”.

Prima di decidere di puntare tutto sul B&B, Enrico Fontana ha viaggiato a lungo tra Argentina e Olanda, quindi è tornato nel suo Paese d’origine e oggi racconta: “Prima di partire mi lamentavo. ‘L’Italia fa schifo, c’è Berlusconi‘, cose così. La verità è che il nostro è un Paese splendido, ma per chi ci vive è difficile apprezzare l’ospitalità, la cultura, il cibo, le tradizioni. Stai all’estero e ti rendi conto che in alcune cose primeggiamo”.

GM