“Sì all’Eucarestia per i divorziati, ma dicano stop al sesso”

Italian cardinal Ennio Antonelli arrives for an afternoon meeting of pre-conclave on March 8, 2013 at the Vatican. Cardinals from around the globe will hold a conclave in the Sistine Chapel from March 12, 2013 to elect a new leader of the world's 1.2 billion Catholics, after "pope emeritus" Benedict XVI's historic resignation.   AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE        (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Il cardinale Ennio Antonelli (Filippo Monteforte/Getty Images)

L’ex presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia ed ex arcivescovo di Firenze, il cardinale Ennio Antonelli si è espresso con allarme su alcuni dei punti preparatori del Sinodo sulla Famiglia previsto il prossimo ottobre. Il cardinale si è detto d’accordo con l’idea di rivedere la prassi vigente che nega l’Eucarestia ai divorziati uniti in seconde nozze. Quindi, sì all’ostia, ma con riserva: la condizione imprescindibile sarebbe quella della castità. Secondo Antonelli, insomma, la concessione del sacramento ai divorziati risposati si può anche prendere in considerazione, ma solo in situazioni particolari e a una condizione specifica: “la perfetta continenza sessuale”, o almeno l’impegno “a vivere come fratello e sorella”.

Secondo il cardinale Antonelli “sarà necessario discernere se i conviventi sono davvero decisi a salire verso la vetta della montagna, che per essi è la perfetta continenza sessuale; solo se c’è questo impegno sincero di conversione, eventuali passi falsi, eventuali ricadute nei rapporti sessuali possono comportare una responsabilità attenuata. Inoltre, è possibile che i conviventi siano in grazia di Dio e abbiano le disposizioni interiori necessarie per ricevere l’Eucarestia, ma tutto questo non si può presumere e deve essere verificato con un attento discernimento secondo la legge della gradualità”.

CM