Euro Summit, Grillo: “Colpirne uno per educarne 19”

Beppe Grillo (FRANCESCO PISCHETOLA/AFP/Getty Images)
Beppe Grillo (FRANCESCO PISCHETOLA/AFP/Getty Images)

Duro intervento del portavoce nazionale del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, che a proposito dell’Euro Summit sulla crisi greca, conclusosi dopo una seduta fiume con un accordo, ha sottolineato sul suo blog: “Una settimana per spezzare le reni alla Grecia. Varoufakis si dimette (viene rimosso?) dalla guida del suo ministero. L’ingerenza degli USA. La proposta di Tsipras uguale per il 95% a quella bocciata dai greci. Il voto del referendum greco calpestato”.

Grillo ha proseguito: “La Grecia umiliata dalla Germania. Tsipras che si toglie la giacca davanti a Merkel e Hollande: “Prendete pure questa”. Tsipras spinto alle dimissioni per un nuovo governo di “unità nazionale” gradito alla Troika. La democrazia è sospesa: l’umiliazione della Grecia è un monito per tutti i Paesi che vogliono il riconoscimento della loro sovranità. La strategia dell’eurogruppo è quella del terrore: colpirne uno per educarne 19″. Il leader pentastellato conclude con l’hashtag #ThisIsCoup e scrive: “Questo è un colpo di Stato”.

Di seguito. sul blog, viene ospitato l’intervento di Carla Ruocco, membro del direttorio pentastellato: “Asset greci da spostare in un fondo di garanzia, oltre a tutta una serie di misure durissime. Questa è l’idea di Europa che hanno Schauble e soci, quella di acquisire i patrimoni dei paesi più deboli dopo averli strozzati con tassi usurai. E magari facendogli credere che è colpa loro. Questo metodo ricorda molto la mafia, che presta soldi a tassi impossibili ad aziende in difficoltà, per poi acquisirle quando il loro valore si è sostanzialmente annulla”.

La Ruocco prosegue: “Ora c’è da capire quale sia la tipologia del fondo in cui confluiranno i beni greci, di quali asset si parla e per quale valore, si ipotizza fino a 52 miliardi di euro. Intanto dopo Varoufakis, è ora a rischio anche Tsipras messo in crisi da queste nuove misure lacrime e sangue. L’essere sgraditi ai tedeschi vale più di regolari elezioni greche. In pratica il tentativo neanche troppo nascosto è di mettere le mani sui porti, sulle isole e sull’arte greca che comprensibilmente fanno gola per molti motivi. Il problema è che questa non è politica di tipo europeo comunitario, ma semplicemente coloniale. E di forme di colonialismo che vedono coinvolti ‘nord’ e ‘sud’ ne è piena la storia, basta solo saperle riconoscere”, conclude la deputata.

GM