Don Mazzi scrive a Corona: “Non sarai un privilegiato”

Fabrizio Corona (foto Manuela Capitanucci, licenza CC-BY-2.0)
Fabrizio Corona (foto Manuela Capitanucci, licenza CC-BY-2.0)

E’ passato quasi un mese da quando  l’ex fotografo dei vip, Fabrizio Corona, si trova ospite della comunità Exodus di don Antonio Mazzi, dopo la scarcerazione avvenuta il 18 giugno scorso. Il suo affidamento alla struttura, viste le condizioni incompatibili con il carcere, hanno creato non poche polemiche e oggi è nuovamente il prelato, in una lettera indirizzata al fotografo e pubblicata sull’ultimo numero di DiPiù, il settimanale diretto da Sandro Mayer, a intervenire pubblicamente sulla questione.

Scrive don Mazzi: “Molti si sono arrabbiati vedendoti uscire dal carcere per entrare in comunità, pensano che sei un privilegiato, ma non è così. Caro Fabrizio, finché tu sarai fra noi, non avrai alcun privilegio, ma sarai uno come gli altri, abituato a lavorare con gli altri, per gli altri e in mezzo agli altri, per imparare a tornare con i piedi per terra”. Il sacerdote utilizza toni assolutori con altri molto duri: “Per la gente sei sempre vincitore. Ma per me, a guardarti in faccia, a parlare un po’ con te, ogni volta mi si strappava il cuore. Poi ho capito: il problema era che il tuo protagonismo e il tuo egoismo avevano spento la parte più vera di te, ma dentro tu sei pieno di arte, creatività e bontà”.

Nelle scorse settimane, don Mazzi era già intervenuto sulla vicenda, spiegando a ‘Famiglia Cristiana’: “”È vero che Corona ha fatto cretinate inspiegabili e smargiassate infinitamente stupide. Ho parlato a lungo con lui di queste cose. La giustizia, però, l’ha trattato in modo assurdo”. Il sacerdote aveva proseguito: “Approfitto del caso per partire da lontano e mettere sul tavolo l’intera situazione carceraria italiana minorile e non minorile. Non è un atto di debolezza e, tanto meno, una svalutazione del dolore immenso che certi giovani procurano ad innocenti rovinando intere famiglie. È un modo diverso, meno carcerario ma più auto-educativo e profondo: il solo capace di cambiare la morte in vita e l’offesa in perdono”.

GM