Elena Ceste: la lettera di Michele dal carcere

Elena Ceste
Elena Ceste

Due giorni fa durante la trasmissione Estate in diretta si è parlato del caso Elena Ceste e della posizione del marito Michele Buoninconti, in carcere dal 29 gennaio scorso e sotto processo perché accusato di averla uccisa e di aver occultato il cadavere. Sono emerse indiscrezioni sull’oggetto della contesa tra difesa e accusa che potrebbe avere luogo durante la seconda udienza del 22 luglio prossimo. Il processo, che si sta svolgendo a porte chiuse perché il pompiere salernitano ha scelto il rito abbreviato, potrebbe vedere i legali del vigile del fuoco, Chiara Girola e Massimo Tortoroglio, tentare di smantellare l’impianto accusatorio della Procura di Asti opponendogli una nuova ricostruzione dei fatti accaduti il 24 gennaio 2014. La difesa di Buoninconti avrebbe infatti messo in piedi una tesi che vorrebbe Elena Ceste caduta accidentalmente in un canale di scolo che si trova a pochi metri dalla sua abitazione, e trascinata dalle acque fino al rio Mersa, dove fu ritrovata cadavere il 18 ottobre scorso. Questa la testi dei legali del vigile del fuoco, secondo i quali Elena, in preda ad un delirio psicotico, sarebbe caduta e avrebbe perso i sensi e il suo corpo sarebbe rimasto occultato per mesi per poi riemergere, del tutto accidentalmente, solo in una seconda fase, ormai in stato di decomposizione.Intanto giunge notizia di una lettera che Buoniconti ha scritto dal carcere per il suo amico Sandro, al quale avrebbe confidato di sentirsi “tranquillissimo” e di vivere in totale serenità queste fasi del processo, convinto di potere dimostrare la sua innocenza.

MD