Ergastolo per l’assassino di Carmela

Carmela Petrucci (foto dal web)
Carmela Petrucci (foto dal web)

La Corte d’assise d’Appello di Palermo ha confermato la condanna all’ergastolo a Samuele Caruso, l’assassino di Carmela Petrucci, la giovane morta sotto i fendenti di un coltello nel tentativo di proteggere la sorella più grande, Lucia, fidanzata del loro aggressore. L’omicidio avvenne il 19 ottobre 2012, nell’androne di un palazzo di Palermo, mentre le due sorelle rientravano in casa. Il giovane non si era voluto rassegnare alla fine della storia con Lucia, perseguitandola per settimane con telefonate e appostamenti, fino all’agguato mortale costato la vita alla sorella Carmela. A febbraio 2014 era arrivata la condanna in primo grado.

Alla lettura della sentenza, i genitori di Carmela Petrucci, Giusi e Serafino, il fratello Antonino e la sorella Lucia, sono scoppiati in lacrime. “Un ergastolo non è mai una vittoria ma è un atto di giustizia”, è il commento di Giovanni Airò Fairulla, legale di parte civile del Comune di Palermo, dopo la lettura della sentenza. Da parte sua il giovane assassino reo confesso ha chiesto perdono “a Carmela, a Lucia e ai suoi familiari per il male che ho fatto. Prego Dio affinché possa rendere sopportabile la loro perdita”. Caruso per la prima volta ha preso parola in aula: “Non avevo parlato finora perché non ne avevo il coraggio. Avevo anche scritto una lettera di scuse alla famiglia ma non mi hanno mai risposto”.

“Giustizia è stata fatta per la mia Carmelina, quella bestia deve marcire in carcere per tutta la vita” – è il commento all’Adnkronos di Serafino, padre della giovane uccisa – “Sarebbe stato un colpo per noi perché noi viviamo l’ergastolo del doloro e anche lui deve restare all’ergastolo per tutta la vita. Non deve avere la possibilità di rifarsi una nuova vita. Giustizia è fatta. Deve patire le pene dell’inferno in carcere, lo ribadisco”.

GM