Scambio di culle, chiesto risarcimento 26 anni dopo

Neonati (WALTRAUD GRUBITZSCH/AFP/Getty Images)
Neonati (WALTRAUD GRUBITZSCH/AFP/Getty Images)

Chiesto un risarcimento dei danni di nove milioni di euro alla Regione Puglia per uno scambio in culla avvenuto 26 anni fa nell’ospedale di Canosa di Puglia. Ad avanzare la richiesta è stata la famiglia che da questa richiesta avrebbe subito danni, ovvero Antonella, la figlia “scambiata”, i suoi genitori biologici, Michele e Caterina, e il fratello di Antonella, Francesco. In sostanza, ritengono tutti che dal 1989 a oggi quello scambio abbia causato loro solo problemi.

I due genitori sostengono infatti che Lorena, la bambina che pensavano fosse loro, ha sempre causato delle grane non irrilevanti, fino ad andare via a 18 anni e a sposarsi: “Non voleva andare a scuola e poi ha sposato un ragazzo che ha sempre tenuto nascosto”. Peggio sarebbe andata ad Antonella che finì in una famiglia assolutamente indigente che l’ha sottoposta ad umiliazioni e sofferenze. Era peraltro costretta a dormire col fratello minore, il quale “sin da piccolo era affetto da diabete, durante la notte urinava nel letto che condivideva con Antonella e nonostante ciò le lenzuola non venivano cambiate”.

Inoltre la madre di Antonella “non chiamava quasi mai per nome quella che all’epoca risultava essere sua figlia, ma con parolacce ed epiteti di ogni tipo”. La ragazza venne infine affidata da una famiglia di Foggia che nel 2008 finalmente la adotta. Il papà e la madre biologica – scrive il loro avvocato, Salvatore Pasquadibisceglie – “hanno cercato di instaurare un rapporto soddisfacente con la figlia Antonella senza ottenere il risultato sperato”, in quanto la giovane sarebbe animata “da un forte senso di riconoscenza nei confronti dei genitori adottivi”. La vicenda è stata denunciata dalla ‘Gazzetta del Mezzogiorno’. Il processo si terrà a fine settembre dinanzi al Tribunale di Trani.

GM