Il pesce fa bene, ma attenzione alle fritture

pesce
(foto Pixabay)

Mangiare pesce fa bene al cervello, lo ripetono da anni nonne e mamme e hanno ragione. Infatti stando a uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine consumare pesce almeno una volta a settimana aumenta il volume della materia grigia, a patto però di cuocerlo con metodi salutari, evitando le fritture. Secondo uno studio fatto dall’Università americana di Boston sono stati raccolti su 260 persone che oltre a fornire informazioni sulle proprie abitudini alimentari si sono sottoposte a una risonanza magnetica del cervello, mangiare pesce cotto alla griglia o in forno fa “allargare” dal 4 al 14% aree cerebrali connesse alla memoria e alla cognitività. Ma l’effetto positivo si perde se si predilige il pesce fritto, anche se si opta per le specie più ricche dei preziosi omega-3, i maggiori responsabili dei benefici del pesce sul sistema nervoso.

«In un’alimentazione equilibrata e sana non si deve vietare niente, perciò anche una frittura di pesce ogni tanto può andare bene – concede Ambra Morelli, responsabile dell’Associazione Nazionale Dietisti per la Lombardia -, ma friggere espone l’alimento ad altissime temperature con un effetto negativo su quantità e qualità dei nutrienti. Per non compromettere i contenuti di vitamine e acidi grassi è molto meglio cucinare il pesce per tempi brevi e senza raggiungere temperature troppo alte: in questo modo si riducono i rischi che potrebbero derivare dal consumo a crudo, si mantiene più sapore e soprattutto si fa il pieno dei preziosi nutrienti, primi fra tutti gli omega-3». Praticamente gli acidi grassi, che si trovano in abbondanza in pesce, crostacei e frutti di mare, ma anche in mandorle e noci, hanno effetti antiossidanti e migliorano la composizione delle membrane delle cellule cerebrali. Salmone e pesce azzurro ne sono particolarmente ricchi.La ricerca appena pubblicata indica che si dovrebbero mangiare almeno una volta alla settimana. Come spiega Morelli: «È il minimo, una “dose” che può essere utile, per avvicinare al pesce chi non è abituato a mangiarlo. Meglio sarebbe portarlo in tavola almeno due o tre volte alla settimana, l’ideale è consumarlo quattro volte». E’ importante come questi pesci vengono cucinati, da evitare dunque le fritture e le panature abbondanti.

GR