“Datemi 5 anni di governo e avrete 50 miliardi di tasse in meno”

Renzi Tasse
(Sean Gallup/Getty Images)

Il premier Matteo Renzi, nonostante le polemiche anche e soprattutto interne al suo partito, non molla di una passo, anzi rilancia l’idea dell’abbassamento delle tasse. Questa volta, dopo aver parlato qualche giorno fa dell’abolizione della tassa sulla prima casa, si concentra sulla tassazione sul lavoro e in occasione dell’incontro con gli ambasciatori italiani alla Farnesina annuncia: “Oggi il combinato Ires-Irap porta l’imposta sul profitto più o meno al 31,4% in Italia, la Germania è al 30, la Francia è più o meno là, la Spagna è al 25: noi vogliamo andare un gradino sotto la Spagna, l’obiettivo è il 24 per cento”. Renzi ha rassicurato tutti sul fatto che gli interventi di abbassamento delle tasse non saranno misure estemporanee né tantomeno temporanee, ma che “tutto il lavoro sul fisco avrà luogo contemporaneamente al crollare, o meglio “calare” della curva del debito pubblico italiano”. Il premier ha poi aggiunto: “In 5 anni l’Italia otterrà una riduzione della pressione del fisco da 50 miliardi di euro”.

Da dove esce questa cifra? Renzi spiega che è la somma di vari interventi, alcuni già in atto come il bonus di 80 euro per i redditi più bassi e altri che verranno nei prossimi mesi: “Nel 2016 l’abolizione di Tasi e Imu, dal valore di circa 5 miliardi; nel quarto e quinto anno torneremo a investire, nel 2017 sulla riduzione del costo per le imprese dal combinato Ires e Irap e nel 2018 intervento sugli scaglioni Irpef e le pensioni”.

L’obiettivo per Renzi è uno solo: “Tornare ad investire per dimostrare che l’Italia non è più il paese delle tasse”.

F.B.